ROMA - È trascorso senza novità sostanziali il giorno più atteso: la trattativa per la riconversione dello stabilimento Videocon di Anagni riparte sulla base dei dati già acquisiti nei mesi scorsi. Alla presenza del sottosegretario Stefano Saglia il primo incontro ha visto la conferma dell'offerta della società slovacca SSIM di proprietà dell'imprenditore siriano Aksam Barakat. Confermato anche l'interesse di una nuova cordata italiana, la Eracles, appositamente costituitasi per acquisire lo stabilimento di Frattarotonda. Secondo quanto si è appreso al termine dell'incontro, entrambi i filoni verranno sviluppati nel corso di prossime riunioni che si svolgeranno sempre presso il Ministero dello Sviluppo Economico a partire da venerdì 12.
In quella data i rappresentanti della SSIM si incontreranno coi sindacati per discutere nel merito del piano industriale di riconversione. Giovedì 18 novembre un analogo incontro si svolgerà con i rappresentanti della Eracles. Il termine per completare la procedura prevista dall'articolo 182 bis è quello del prossimo mese di gennaio. Stando così le cose, la ripresa delle attività produttive potrebbe avvenire a partire dalla prossima primavera. 400 lavoratori partiti dalla sede Videocon di Anagni a bordo di 8 autobus messi a disposizione dalla Provincia di Frosinone hanno manifestato per difendere la prospettiva di rilancio del loro stabilimento dopo 5 anni di transizione.Poche le novità da commentare, dunque: i sindacati, pur sollevati dalla ripresa delle trattative, confermano la sostanza delle perplessità della vigilia.
Silvio Campoli, della CGIL avanza il dubbio che un arco temporale di cinque mesi sia di per sé eccessivo per avere la certezza che un piano presentato oggi possa mantenere la sua attualità.
Mariano Ranieri, della Femca Cisl, conferma l'impossibilità di dare un giudizio definitivo di fronte ad una situazione ancora molto incerta, e di fronte all'ipotesi Eracles non chiude la porta: «se la proposta fosse compatibile e nel caso ci fossero date tutte le garanzie che occorrono, siamo pronti fin d'ora a valutarne le istanze», dichiara.
A preoccupare l'Unione Sindacale di Base è la ventilata ipotesi di riduzione del personale impiegato nello stabilimento associato ad una revisione al ribasso delle condizioni contrattuali: «Rivendicheremo il riassorbimento di tutti i lavoratori a parità di condizioni contrattuali», comunicano in una nota.
Le reazioni politiche
L'assessore al lavoro della Regione Lazio, Mariella Zezza, si è affrettata a ribadire la disponibilità a «intervenire anche con uno stanziamento diretto per consentire e facilitare la conclusione di quella che ad oggi è la principale vertenza occupazionale presente nel nostro territorio. Il nostro impegno è per raggiungere una soluzione che consenta la ripresa della produzione, la salvaguardia del sito e il mantenimento dei livelli occupazionali».«Moderata soddisfazione» per l'esito dell'incontro è stata espressa anche dal consigliere regionale Francesco Scalia, soprattutto per le «rassicurazioni sulla positiva conclusione del concordato nei tempi tecnici previsti» Quanto alla nuova ipotesi della Eracles, Scalia scrive: «Fa bene il Ministero ad approfondire anche questa ipotesi dedicandole un apposito incontro, purché questo non rallenti il percorso così come è già stato definito».
Anna Maria Tedeschi, consigliere regionale IdV, sottolinea l'importanza della conferma della possibilità di procedere alla ristrutturazione del debito entro gennaio, ma evidenzia anche: «Occorre una grande onestà intellettuale affinché tutti coloro che siedono attorno ai tavoli possano lavorare per un unico obiettivo senza doppi giochi e senza fraintendimenti sottesi».
Un timore che resta diffuso tra le parti coinvolte in questa trattativa.
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