Anagni - Il giorno dell’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla fine è arrivato. L’appuntamento per i manifestanti è alle 7:30 presso lo stabilimento di Anagni, da dove partiranno gli autobus. Meta sarà via Sallustiana, nel centro di Roma, per l’incontro che a partire dalle 10:30 metterà a confronto tutte le parti interessate alla riconversione dello stabilimento di Frattarotonda. I sindacati hanno ribadito nei giorni scorsi la richiesta che la vertenza venga seguita ai massimi livelli politici, con la presenza del ministro Paolo Romani o del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La presenza dei due è però altamente improbabile: il primo è impegnato in una missione in Arabia Saudita, mentre il secondo sarà presumibilmente alle prese con il difficile confronto politico interno alla maggioranza di governo.
Al tavolo parteciperanno certamente i rappresentanti della proprietà indiana dei Dhoot, della società arabo-canadese con sede in Slovacchia SSIM, che ha presentato una manifestazione di interesse all’acquisto, e con ogni probabilità anche quelli di Eracles, un’altra società romana il cui interesse è emerso nei giorni scorsi.
I tempi per la riconversione stringono: occorre verificare velocemente la percorribilità della procedura prevista dall’art. 182 bis, in particolare rispetto al consolidamento del debito.
Gli indiani hanno 80 milioni di euro in sospeso, e gli acquirenti non sono disposti ad ereditarli assieme allo stabilimento. Banca Intesa, principale creditrice per oltre 30 milioni, sembra restia ad accettare qualsiasi dilazione, ma potrebbe convincersi a fronte di un intervento politico particolarmente incisivo, previa verifica della credibilità del nuovo progetto imprenditoriale. Ma la SSIM pare intenzionata a porre anche un’altra condizione: quella della riduzione del costo del lavoro, da conseguirsi anche attraverso l’azzeramento dell’anzianità dei lavoratori. Una questione su cui presumibilmente saranno i sindacati a non voler cedere.
Ad ogni modo, il tempo delle ipotesi e dei bluff sembra essere davvero scaduto: domani ciascun interlocutore dovrà mostrare le proprie carte sul tavolo ministeriale.
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