ROMA - «Indisponibilità di un locale idoneo». Questa l'incredibile motivazione ufficiale del rinvio dell'incontro programmato per domattina presso il Ministero dello Sviluppo Economico, inizialmente convocato dal neo-ministro Paolo Romani per il 28 ottobre. Nessuno ad Anagni cerca di nascondere una delusione facile a trasformarsi in rabbia per il ritardo già accumulato di due settimane nel primo incontro di una vertenza in cui il fattore tempo gioca un ruolo di primaria importanza per giungere a un risultato positivo. E non si nascondono nemmeno i sindacati, molto scettici di fronte al comunicato ufficiale del Ministero: «Siamo indignati, increduli, ma forse ancora una volta si dimostra lo stato delle cose in Italia dove si pensa a tutto fuorché alla sorte di 1300 famiglie», afferma Mariano Ranieri della CISL, che parla esplicitamente di schiaffo morale e mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori. Quei lavoratori che erano stati costretti ad occupare la sala del Consiglio Provinciale di Frosinone per “conquistare” il diritto ad essere convocati a Roma, e che oggi vengono presi in giro ancora una volta.
Anche Benedetto Truppa della CGIL è indignato e preoccupato per un comportamento grave, che può accentuare la tensione accumulata nel tempo.
CISL e CGIL si interrogano sui motivi reali dell'ennesimo ritardo e puntano il dito sulle novità degli ultimi giorni. In particolare sulla Eracles, il cui tardivo intervento in questa vicenda temono possa costituire un elemento di disturbo più che una opportunità di riconversione industriale.
I sindacati pretendono a questo punto la presenza del governo ai massimi livelli, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta o il ministro Paolo Romani, in modo da poter ottenere una copertura politica adeguata alla rilevanza della trattativa per convincere i creditori (e in particolare Banca Intesa) ad accettare la procedura dell'art. 182bis: ma pare che il 9 Romani abbia già in programma un viaggio in Romania, mentre prevedibilmente Letta sarà alle prese con una situazione politica nazionale assolutamente instabile.
E, finché non ci si siede di fronte ad un tavolo, tutte le domande sono destinate a restare senza risposta.
Per fare il punto sulla situazione e, con ogni probabilità, pianificare nuove e più forti forme di protesta, è stata convocata per le 9 di domattina 4 novembre, presso lo stabilimento, una assemblea dei lavoratori con la presenza delle segreterie provinciali dei sindacati.
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