Secondo i dati, in agricoltura nel 2006 avevamo 3040 occupati, il 7,3% in più dell’anno precedente a fronte di una diminuzione dell’1,2% degli occupati nell’industria, 60415 di cui 42113 nel manifatturiero dove i lavoratori sono diminuiti del 3,8% rispetto al 2005. Aumentato anche gli occupati nel settore servizi che si è attestato a 103.342 unità con un incremento del 3%. Dati che vanno un po’ in controtendenza rispetto a quelli regionali dove a parte l’aumento del 39,4% degli occupati in agricoltura, si registra un aumento dei lavoratori nell’industria, ben 409.225 con un incremento del 4,6% rispetto al 2005.
Abbiamo anche l’età media più bassa di utenti dei Sert (32,1 anni), la più bassa della Regione Lazio con una sola morte per overdose su 100.000 abitanti dato più basso.
Resta alto anche il dato sull’abbandono scolastico e quello dei fuori corso all’Università, ben 45,1 su 100 iscritti, dato superiore a tutto il Lazio. Per quanto riguarda il tipo di occupazione, ben il 77,8% ha lavoro dipendente con un alto dato dei contratti atipici
In mobilità vi è l’1,5% del totale degli occupati, alta la Cig con ben 11 milioni di ore nel 2006, il 26,3% in più rispetto all’anno 2005. «Il fatto che siano aumentati in modo vistoso gli addetti all’agricoltura lo vedo come un segnale positivo. C’è infatti la crescita positiva degli agriturismi che puntano alla qualità ed al lancio dei prodotti tipici. Preoccupa invece la diminuzione degli occupati nell’industria. Molto bisogna fare per arginare gli abbandoni scolastici» ha spiegato il segretario provinciale della Cgil, Domenico De Santis. (da IlMessaggero)
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