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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Gheddafi sensibile al business delle acque italiane

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GheddafiROMA - La Libia amplia e diversifica i suoi investimenti in Italia. Oltre alle rilevanti quote nei settori petrolifero (ENI), bancario (Unicredit), meccanico (Fiat) sembra ormai imminente l'ingresso in un settore delicato e particolare come quello delle acque, minerali e no. Sotto l'impulso della recente visita ufficiale di Gheddafi, gli emissari libici hanno preso contatti con alcune realtà termali del centro Italia, sollevando inevitabilmente qualche polemica. In particolare, tra gli invitati ad una delle cene diplomatiche vi erano i rappresentanti dei Comuni di Antrodoco e di Fiuggi, realtà verso cui i funzionari libici hanno evidenziato il proprio interesse. Per quanto riguarda Antrodoco (provincia di Rieti), il sindaco Maurizio Faina ha dichiarato che il progetto di cui si sta discutendo prevede la realizzazione di un hotel con beauty center (60 posti) e uno stabilimento per acque minerali. Il primo progetto prevede la realizzazione di un albergo di 60 posti letto nell'ex pastificio Mannetti per un investimento di sette, otto milioni di euro. Lo stabilimento d'imbottigliamento invece dovrebbe sorgere nella frazione di Rocca di Corno, con una produzione stimata di 10.000 bottiglie al giorno, per un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro.
Al riguardo i consiglieri regionali PD Mario Perilli ed Enzo Foschi non hanno nascosto la loro preoccupazione. In una nota congiunta dichiarano: «Quanto sta accadendo ad Antrodoco, dove il sindaco dichiara di aver stipulato accordi poco chiari con le autorità libiche in merito allo sfruttamento delle acque del fiume Velino e forse anche di quelle del Peschiera, destano forti preoccupazioni. La Regione deve chiedere urgentemente chiarimenti su questo affare dai contorni confusi e inquietanti. A questo scopo - concludono - abbiamo già presentato una interrogazione urgente alla presidente Polverini, mentre lunedì chiederemo l'audizione del sindaco del Comune in provincia di Rieti in commissione Ambiente e Cooperazione tra i popoli».
Anche Legambiente evidenzia la propria preoccupazione: «L'acqua è un bene comune, pubblico e universale, come hanno appena ribadito quei milioni di cittadini italiani che hanno firmato per il referendum contro ogni ipotesi di sua privatizzazione, scrive Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Per questo siamo molto preoccupati dalle oscure operazioni che sembrano ruotare attorno alle preziose riserve idriche sotterranee dei Monti Reatini e in particolare dalle voci di ingenti investimenti del "regime autoritario" libico nel Comune di Antrodoco».
Legambiente si domanda poi «quale possa essere l'interesse pubblico tale da giustificare un'operazione del genere senza alcuna gara per la scelta del partner, con l'ipotesi di cessioni di importanti beni in comodato gratuito o attraverso la costituzione di un'apposita società mista».
Per quanto riguarda Fiuggi, il sindaco Fabrizio Martini ha spiegato: «È nostro interesse attirare capitali stranieri su un piano di investimenti che ha come obiettivo il rilancio della città. La cassa è vuota e servono soldi. Vogliamo attrarre investimenti, senza nessuna implicazione politica o religiosa. Stiamo parlando di affari e basta».
Scettica la consigliera regionale dell'IDV, Annamaria Tedeschi: «Per me che vengo dal mondo dell’industria l'arrivo dei capitali libici costuisce uno smacco all’imprenditoria locale e, anche questo va detto, alle varie amministrazioni comunali che si sono succedute. Già tanto si è detto, purtroppo sempre in termini negativi, della incapacità del nostro sistema economico e politico di risollevare sia il turismo, sia le terme e le acque della città di Fiuggi, ma ancor peggio si è parlato di investimenti della camorra nella città termale». Insomma: per la Tedeschi meglio Gheddafi che la camorra, ma si tratta in ogni caso di un grave arretramento dell'imprenditoria locale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:10

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