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Pastorizia in crisi, gli operatori ciociari si uniscono alla protesta

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Sample ImageROMA - Anche i pastori ciociari si sono uniti alla manifestazione di protesta presso il Ministero delle Politiche Agricole. Ben due delegazioni provenienti dalla Ciociaria, per un totale di oltre 100 lavoratori, si sono mobilitati per chiedere la tutela della filiera ovi-caprina italiana. A capeggiarli il presidente e il direttore della Coldiretti di Frosinone, Loris Benacquista e Gianni Lisi. Quest'ultimo ha commentato: «La mobilitazione dei pastori della Coldiretti continua a livello regionale e nazionale per verificare se gli impegni assunti dopo la nostra manifestazione si trasformeranno in fatti concreti. Entro dieci giorni le proposte contenute nella nostra piattaforma dovranno trasformarsi in risposte concrete al tavolo annunciato dal Ministero delle Politiche Agricole.  Noi continuiamo comunque a tenere alta la guardia soprattutto dopo le conferme che abbiamo avuto alla nostra denuncia del fatto che lo Stato italiano - continua Lisi – è incredibilmente proprietario di una industria in Romania che, con latte romeno e ungherese, produce formaggi di pecora che vengono “spacciati” come Made in Italy sui mercati europeo e statunitense contribuendo ad uccidere con la concorrenza sleale i pastori italiani. Si tratta di un fatto gravissimo che rappresenta un vero e proprio «falso Made in Italy di Stato» sul quale il Ministero delle politiche Agricole si è impegnato ad indagare con l’istituzione di una apposita Commissione».
Il problema non riguarda solo il prezzo, conclude Lisi: «oggi fermo a poco più di 60 centesimi per litro, ma nel concreto offre una programmazione seria e mirata di riorganizzazione del settore».
Sulla stessa linea il comunicato diffuso da un'altra associazione di categoria, Confeuro, che ha richiesto nel corso della riunione l'attuazione di immediate misure di rilancio del settore.
Il presidente nazionale Rocco Tiso afferma: «Il sostegno agli agricoltori in difficoltà non può essere ulteriormente rimandato. La Confeuro, presente ieri alla riunione svoltasi presso gli uffici del Ministero delle politiche agricole per dare il proprio contributo, considera provvedimenti utili al rilancio del settore: ristrutturare il debito delle imprese, ripristinare la fiscalizzazione degli oneri previdenziali per le zone montane e svantaggiate, reintrodurre il bonus gasolio per le serre, migliorare l’ accesso al credito, aumentare la qualità delle informazioni sulle dinamiche di mercato, anticipare i pagamenti comunitari, e garantire maggiore tempestività nei pagamenti delle indennità compensative dei p.s.r.. Tutte le misure proposte – conclude Tiso – sono finalizzate al consentire al settore ovicaprino di rialzarsi dalla crisi che lo sta divoran,do e su di esse ci si augura si possa aprire un proficuo dibattito e un largo consenso».

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 20:10

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