ANAGNI - Reazioni contrastanti alla bocciatura del progetto per il termocombustore di car-fluff presso lo stabilimento Marangoni di Anagni. Da un lato la soddisfazione dei comitati cittadini, del sindaco Carlo Noto e delle associazioni ambientaliste. Dall’altro la Maragoni, che recrimina sulle motivazioni della decisione e lascia trapelare conseguenze sul futuro dello stabilimento. Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha dichiarato: «È una buona notizia per la Valle del Sacco. Le analisi presentate da Asl e Arpa hanno certificato che l'impianto avrebbe avuto un impatto intollerabile. Perseverando nella riproposizione di progetti ad alta nocività la Valle del Sacco non potrà mai rialzare la testa, bisogna impegnarsi invece per costruire un futuro diverso che parta dalla bonifica e dalla riconversione delle produzioni inquinanti e valorizzi le produzioni pulite del territorio». Una posizione condivisa dal sindaco di Piglio, Tommaso Cittadini: «Un successo importante non soltanto per Anagni, ma per l'intero territorio. Non per questo devono essere, comunque, sottovalutati i problemi occupazionali che tale decisione comporta. Sono certo del fatto, però, che la salubrità dell'ambiente, in questo caso, è ben più importante del problema legato all'occupazione». Gerardo Magale, direttore dello stabilimento, avrebbe parlato di «decisione politica». Secondo voci non confermate, la società starebbe considerando la possibilità di di trasferire da Anagni i propri impianti di produzione e di trattamento di pneumatici. Una indiscrezione sufficiente a generare preoccupazione tra lavoratori e sindacati. Enzo Valente, Ugl Chimici, ha affermato che «se tali notizie dovessero risultare fondate, ci sarebbe la nostra ferma e decisa condanna nei confronti dell'azienda in quanto parrebbe una ripicca per la decisione presa in sede di conferenza dei servizi. Certo, le esigenze dell'industria devono prima di tutto coniugarsi con quelle del territorio e se la commissione ha dato parere negativo evidentemente avrà avuto i suoi validi motivi».
Mariano Ranieri della Cisl- Femca ha espresso il rammarico per «gli errori tecnici» alla base della bocciatura, precisando: «In ogni caso, lo sviluppo economico deve andare di pari passo con quello ambientale». L’assessore provinciale all’ambiente Fabio de Angelis chiude, per ora, il discorso: «La decisione della Conferenza non è stata politica ma tecnica. La dirigenza della Marangoni rispetti le istituzioni e la legge. E rispetti anche il fatto che per un progetto ambizioso come quello da loro presentato ci vogliono conoscenze adeguate». L’attesa di una presa di posizione ufficiale della Marangoni, che potrebbe fare ricorso al TAR o, più realisticamente, presentare un nuovo progetto.
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