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Videocon, Filctem e Femca attaccano la Uilcem

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Videocon di AnagniANAGNI - I segretari della Filctem e Femca reagiscono alle dichiarazioni di Mauro Piscitelli, segreatrio della Uilcem che ha invocato una «una soluzione vera», sull'aquisizione della Vdc da parte della Ssim la società arabo -canadese. Sia Ranieri che Campoli spiegano: «È arrivato il momento della verità e delle soluzioni. Basta alle strumentalizzazioni, ai giri di parole, ai doppi fini. Cessi la logica del "tanto peggio, tanto meglio": fin dall' inizio della nostra paziente e coerente determinazione è stata quella di ricercare una continuità industriale per il sito di Anagni e con questa la fine del periodo fin troppo lungo di difficoltà ed incertezze per i lavoratori e per le loro famiglie».
E ancora: «I lavoratori, il sindacato si sono opposti testardamente alla volontà indiana di chiudere la storia della Videocon, sapendo individuare le inique strategiche aziendali e mettere in atto forme di lotta mirate a reggere nel tempo la sfida. Basta ricordare gli scioperi, le manifestazioni, le invasioni, i scioperi della fame, per arrivare alla mobilitazione clamorosa da inizio anno ad oggi. Se tentennevamo in questi ultimi mesi, non ci sarebbe stato nè l'intervento del Governo con l'accordo degli indiani il 30 marzo, nè l'accordo prelimnare con la Ssim e Videocon, ma avremo avuto la procedura della liquidazione, il fallimento, l'assegnazione degli immobili ad altri destini non industriali e senza i lavoratori».
In riferimento al collega della Uilcem: «Non vorremmo che in qualcuno sia più forte il desiderio di mostrarsi e di porre nella vertenza egoismi particolari che ricerca continua e costante della migliore condizione industriale per ripartire con l'occupazione. Cosa pensare d'altronde, quando si annunciano progetti di imprenditori, manifestatesi solo a parole, o lanciato con clamore l'attivazione della legge Prodi. Così facendo non solo si sarebbe portato il territorio su una strada senza uscita industriale».
Solo con la forza dell'unità  sindacale, dichiarano i due sindacati, si è potuto evitare il disastro sociale e che ora, una corretta lettura unitaria della realtà vertenziale può essere un buon viatico per rilanciare un nuovo ruolo industriale per lo stabilimento Videocon di Anagni.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 20:37

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