ROMA - È stato siglato Ieri presso la Regione Lazio l'accordo per la deroga fino al prossimo giugno (e non più ad agosto), della cassa integrazione straordinaria per i 1300 lavoratori della Videocon, scaduta il 31 marzo scorso.Silvio Campoli, segretario provinciale della Filctem Cgil, spiega così le ragioni di questa scelta: «Abbiamo inteso ribadire che la cassa integrazione è legata all'avanzamento del piano di riconversione. Si tratta, quindi, di un'ulteriore modo di esercitare pressione verso la società acquirente che si deve sentire responsabile nel portare a termine quanto prima le trattative.
Abbiamo chiesto si inserire una nota, nel verbale d'accordo, che richiami la Ssim a rispettare i tempi fissati al Ministero per evitare ulteriori slittamenti». Al momento la Ssim ha firmato esclusivamente un preliminare d'accordo; è slitatto al 10 maggio il primo incontro tra l'acquirente e le organizzazioni sindacali.
Particolare è l'interesse da parte della Uilcem Uil sull'accordo tra Videocon e Ssim: il sindacato ha indetto una conferenza stampa per domani mattina presso l'Auditorum comunale: vi prenderanno parte rappresentati nazionali, regionali e provincili del sindacato. «L'iniziativa» afferma la segretaria provinciale in una nota «è finalizzata a far conoscere ai lavoratori, alle istituzioni, alla società civile e quanti hanno interesse alla vicenda ex Videocolor come funziona l'articolo 182bis (accordi di ristrutturazione dei debiti), le sue implicazioni e gli esiti possibili».
Il fallimento dello stabilmento di Frattarotonda è stato evitato grazie a questo specifico articolo del codice civile.
Il fallimento dello stabilmento di Frattarotonda è stato evitato grazie a questo specifico articolo del codice civile.
La Uilcem, sindacato guidato da Mauro Piscitelli propone di «di far comprendere perchè il processo di riconversione non ha ancora assunto un andamento ordinato e tranquillo» e ancora «perchè l'approssimarsi delle soluzioni crea più inquetudine e appresione che sollievo» conclude: «è un percorso fatto di compattamento di tutte le forze in campo, di rivendicazione territoriale nei confronti del Governo centrale, di concrete e possibili soluzioni di raggiustamento del sito di Anagni».
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