FROSINONE – Il Coordinamento per l’Acqua Pubblica di Frosinone, appreso che la Provincia di Frosinone ha aperto nei giorni scorsi il tavolo di conciliazione con l’Acea ATO5, in queste ore ha fatto sentire con forza la sua voce per contestare il presidente provinciale, Antonello Iannarilli, definendo il suo comportamento «autoritario, arrogante ed illegittimo». «Iannarilli – fanno sapere dal Coordinamento - pone in essere atti e comportamenti tendenti ad annullare il ruolo, le responsabilità e i poteri dei Sindaci». «Infatti - si legge in una nota del Coordinamento per l’Acqua Pubblica di Frosinone - l’assemblea dei sindaci del 21 dicembre 2009 ha espressamente bocciato la sua proposta di aprire una trattativa con ACEA ATO 5 S.p.A. e di esplorare qualunque possibilità di conciliazione. L’assemblea dei sindaci, ovvero l’unico organo legittimo e legittimato ad assumere decisioni, ha espressamente dato mandato alla consulta dei sindaci di verificare le condizioni per la risoluzione per colpa del contratto, assumendo come un dato di fatto che le inadempienze del gestore sono tali da rendere applicabile la “clausola risolutiva espressa” di cui all’articolo 1456 del codice civile. Iannarilli, che nell’assemblea dei sindaci non ha neanche diritto di voto, si arroga un potere che non ha, disattendendo il mandato ricevuto, dimostrandosi un degno successore di Scalia e di coloro che hanno difeso a denti stretti, senza mezzi termini e fino in fondo l’operato e le posizioni del gestore ai danni dei cittadini e del territorio. L’unica cosa che il Presidente Iannarilli avrebbe dovuto fare e si era impegnato a fare di fronte all’assemblea, era la convocazione per i primi giorni di gennaio di una nuova assemblea dei sindaci che avrebbe dovuto provvedere alla nomina della Consulta, ovvero dell’organo delegato dall’assemblea a compiere gli approfondimenti e le verifiche necessarie alla concretizzazione del proprio deliberato. Iannarilli, al contrario, ignorando completamente i dettati dell’assemblea, ha letteralmente posto in essere quanto da lui proposto e sonoramente bocciato dalla stessa assemblea. Questo atto, calpestando ogni principio democratico, è di una gravità inaudita ed eccezionale e non fa onore a chi presiede l’Amministrazione provinciale. Va peraltro denunciato che mentre il Presidente Iannarilli apre il tavolo di trattativa con il gestore, ACEA ATO5 S.p.A., infischiandosene delle decisioni dell’organo sovrano dell’ATO – l’assemblea dei sindaci – e delle stesse diffide del Presidente, continua a emettere fatture e richieste di pagamento con l’applicazione delle tariffe, fino a ieri illegali ed illegittime, ed ora ufficialmente e formalmente annullate. Il Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica, invita i sindaci a far sentire la loro voce affinché siano rispettate ed applicate le decisioni assunte il 21 di dicembre e votate all’unanimità».
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