ANAGNI – Si succedono sul tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico i dossier con le proposte per rilevare lo stabilimento Videocon di Anagni. L'ultima sorpresa, di cui si vociferava già da qualche giorno, è quella della Otto Srl, una società cinese attiva nel settore dell'elettronica. Attualmente ha un capitale sociale di poco più di 50.000 euro, ma sarebbe pronta a mettere a disposizione 300 milioni di euro a fronte di un analogo contributo pubblico per riconvertire le strutture industriali alla produzione di auto elettriche e forni a microonde. 600 milioni sarebbero un ottimo viatico per il rilancio dello stabilimento anagnino, forse anche troppo: «Questa proposta ci lascia un po' da pensare; la riteniamo troppo poco credibile», chiosa Alessandro Piscitelli della Uil-Cem.Sarebbe in corsa anche Aurelio Regina: anche lui disponibile a forti investimenti, anche lui in attesa di garanzie rispetto ai finanziamenti pubblici che il governo ancora non ha messo sul tavolo.
In prima linea per l'affare sembrano essere anche gli avellinesi fratelli Pugliese, accusati neanche troppo velatamente dall'on. Anna Teresa Formisano di godere di un occhio di riguardo da parte del governo. La parlamentare dell'UdC (che nelle settimane passate ha più volte espresso simpatie per l'iniziativa di Regina) domanda provocatoriamente: «Vogliamo sapere perché le trattative affidate al funzionario Giampiero Càstano, vengano protratte così a lungo senza prendere in esame tutte le proposte presentate e come mai, stando alle notizie della stampa e alle dichiarazioni dei sindacati e dei rappresentanti degli enti locali, solo una proposta, quella dei fratelli Pugliese di Avellino, per intenderci quelli della X-Fin, fallita e chiusa nel 2006 dopo tante promesse e finanziamenti, viene considerata e promossa. Adesso basta con le dilazioni, se c'è un accordo sotterraneo che vuole questa conclusione, lo dicano. Non si gioca sul futuro di 1300 famiglie in una zona già così devastata dalla crisi».
La preoccupazione insomma è che Marco, deputato PdL, e Massimo, imprenditore (e proprietario dell'Avellino Calcio), possano mettere in atto un "gioco di squadra" per ottenere più attenzione da parte del governo rispetto ad una specifica proposta di rilancio dello stabilimento di Anagni.
Il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia ha replicato illustrando le linee del Governo: «Il mio impegno personale, e di tutto il Ministero, sarà quello di verificare con grande puntualità quale sarà la proposta più adeguata, visto e considerato che affidiamo a questo nuovo soggetto il destino occupazionale di centinaia di persone. Tutti i progetti saranno valutati con la medesima attenzione. Il Ministero - con il supporto della regione Lazio e delle istituzioni coinvolte nella vertenza e delle associazioni degli industriali - continuerà a seguire attentamente questa delicata vicenda, tenendo conto anche dell'eventuale possibilità di individuare provvidenze per sostenere un'importante produzione che potrebbe avere anche degli sbocchi interessanti dal punto di vista tecnologico».
La sensazione è che intorno allo stabilimento Videocon stiano addensandosi molti avvoltoi, imprenditori più interessati a raccogliere la "dote" di finanziamenti pubblici che non all'effettivo rilancio delle attività produttive. In queste condizioni, normale che tra lavoratori e sindacati la preoccupazione si faccia ogni giorno più pesante, anche in considerazione del fatto che il tempo scorre e la cassa integrazione è assicurata solo fino a febbraio,mentre la selezione dei progetti e l'assegnazione finale avrà a questo punto sicuramente tempi più lunghi.
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