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Videocon di Anagni, al Ministero incontro sulla riconversione

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Dooth e Scalia alla Videocon di AnagniROMA - È in corso in queste ore presso il Ministero dello Sviluppo Economico l'incontro tra governo, forze sindacali ( Femca Cisl, Filcem Cgil, Uilcem Uil, Ugl Chimici, Cisal Chimici e Sdl Inetrcategoriale), Rsu e rappresentanti della famiglia Dhoot, proprietaria della Videocon per definire le strategie per la vendita dello stabilimento di Anagni. Sul tavolo, diversi progetti di riconversione, per lo più incentrati sulla produzione di pannelli fotovoltaici.
Dopo i tre progetti presi in esame la settimana scorsa, quelli del Gruppo Pugliese, Global Energy di Moretti ed Harainne Trading di Pancotto, oggi verranno verificate ulteriori possibilità. Al tavolo odierno dovrebbe partecipare anche il presidente dell'Unione Industriali di Roma e Provincia, Aurelio Regina, proprietario di "Manifatture Sigaro Italiano", che sarebbe pronto a lanciare una offerta di intesa con un gruppo di otto imprenditori cinesi interessati tra l'altro a produrre beni di consumo tecnologici.
Nonostante le molte proposte in campo, non accenna a diminuire la preoccupazione dei sindacati, che in un comunicato hanno espresso condanna per «l'irresponsabilità ed il disincanto della proprietà indiana della famiglia Dhoot, alla quale sembra tutto dovuto, che continua a mortificare l’intera comunità e chi ci lavora perpetrando un disegno antisociale con lo sfruttamento dei lavoratori. Sollecitiamo i livelli istituzionali ad operare il ripristino della legalità e ad individuare la soluzione industriale più credibile costringendo la proprietà indiana ad assumere una posizione responsabile e definitiva ed a favorire entro il 15 dicembre un risultato d’impresa condiviso.
Ribadiamo che il mancato raggiungimento di questo importante obiettivo potrebbe scatenare una reazione decisa, perfino incontrollabile per la quale da questo momento la RSu declina ogni responsabilità che dovrà essere attribuita alla proprietà indiana ed alla direzione aziendale».
I tempi stringono, perché come rileva l'onorevole Anna Teresa Formisano dell'UdC, «Al momento non si sa molto dell’esito delle decine di proposte di rilancio da parte di imprenditori che sarebbero disposti ad investire sulla riconversione industriale dell’azienda. Dipendenti e famiglie sono appese a un filo. Dal prossimo 21 dicembre scatterà per tutti i dipendenti la cassa integrazione in deroga, che però coprirà solo i primi due mesi del 2010. Occorre far presto».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Aprile 2010 13:23

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