FROSINONE - «La questione idrica in Provincia di Frosinone non è altro che l'insieme delle scelleratezze che vengono effettuate da un sistema politico istituzionale incapace di garantire equità, efficienza e servizio alla comunità in cui opera», sostiene l'Associazione CODICI, Centro per i Diritti del Cittadino, in una nota diffusa in queste ore. «Solo dopo il cambio d'Amministrazione provinciale, l'Associazione ha potuto visionare ed accedere alla documentazione tecnica che ci permettere di giungere ad un livello conoscitivo fino ad ora contrastato. Secondo quanto è emerso, analizzando la documentazione ufficiale Ato 5 in possesso dal CODICI, sono gravissime le inadempienze che riteniamo opportuno rendere note alla cittadinanza.In particolare sono 35 le inadempienze che il Gestore risulta aver commesso e che sino ad oggi, solo in parte, la precedente Presidenza aveva formalmente contestato e posto a conoscenza dei consumatori. Le cause della scarsa trasparenza sono da imputare all'inerzia della antecedente Presidenza ATO.
Andando nel dettaglio, riscontriamo le seguenti inadempienze e gravi morosità nel pagamento degli oneri concessori:
1) mancato pagamento da parte di ACEA dell'importo di € 6.825.326,82 relativi a parte del canone annuo di concessione del 2007 e 2008;
2) mancato pagamento del canone annuo del 2009 di € 6.157.000,00. Anche se chiesta la rateizzazione dal gestore risultano insolute tutte le rate sino ad oggi;
3) insoluto il residuo sulla fattura n.3 del canone 2007 per € 244.336,57;
4) mancato pagamento degli interessi per ritardati pagamenti definiti e concordati per € 1.132.443,80;
5) mancata redazione del piano ASI. Senza alcuna azione legale dei confronti dell'ASI(ente prettamente collegato alle scelte decisionali della provincia);
6) mancata acquisizione delle reti e degli impianti di Cassino, Atina e Paliano.(su Atina e Paliano c'è un diretto legame tra azionisti e gestore);
7)mancato adempimento nella sugli obblighi relativi a : revoca del minimo impegnato, revisione piano d'ambito, equilibrio economico finanziario, articolazione tariffaria e modello gestionale;
8) mancata redazione dei bilanci consuntivi secondo art.9 d.m. 1.8.1996;
9)inadempimenti sulla convenzione di gestione contestati dal disciplinare tecnico relativi a : mancata convenzione per interferenze d'ambito con ATO2, ATO4, Regione Molise e Regione Campania; mancato raggiungimento dei livelli di servizio previsti dal piano; mancata campagna ricerca perdite ed interventi adeguamento reti ed impianti, inadeguato modello gestionale; mancata redazione e aggiornamento della carta dei servizi e regolamento con l'utenza, versamento fondo vincolato per la depurazione ogni sei mesi; mancata realizzazione degli interventi e delle opere secondo offerta di gara, manutenzioni straordinarie, esecuzione dei contenuti dell'offerta tecnica, piani servizi per i comuni(antincendio, fontane bocche lavaggio stradale ecc.), programma per il risparmio idrico, piano di emergenza raccolta e depurazione di acque reflue e di salvaguardia delle risorse idriche, piano emergenza crisi idriche, piano rilevamento utenze fognarie, registri misuratori di pressione, revisione e ricerca nuove fonti di approvvigionamento”.
"Sono legittime le rimostranze sollevate negli ultimi giorni dai comitati di Acqua pubblica, ma non necessariamente suffragate da un ricerca documentale che possa loro permettere di condannare chi in questa fase sta cercando nel silenzio di sistemare una questione difficilissima - commenta il segretario CODICI della Provincia di Frosinone, Luigi Gabriele -. Infatti, innanzitutto va chiarito che l'Amministrazione Provinciale non ha alcuna competenza a riguardo, ma solo il Presidente della Provincia, in qualità di Presidente dell'Autorità d'Ambito è legittimato ad intervenire, pur tuttavia di concerto con l'Assemblea dei Sindaci e la Consulta d'Ambito. Insomma 35 gravi inadempienze che possono permettere al Presidente Iannarilli di mandare definitivamente a casa il Gestore".
Dato il contesto, CODICI ritiene porre all'attenzione del nuovo Presidente dell'Autorità d'Ambito i seguenti punti da sottoporre all'attenzione dei Sindaci nel corso della prossima assemblea:
1) revoca Delibera n°1 del 2008;
2) revisione del piano d'ambito, concertato con utenti, amministrazioni comunali e ATO;
3) applicazione immediata della carta de servizi;
4) rideterminazione della tariffa sulla base delle contestazione delle inadempienze e quindi dell'applicazione del coefficiente ricalcolato secondo i criteri stabiliti dal COVIRI;
5) scioglimento per inattività dell'Otuc e nuova ricostituzione con allargamento alle associazioni nazionali iscritte al CNCU che a quelle regionali iscritte al CRUC;
6) obbligo di attuazione urgente del protocollo di conciliazione per i reclami;
7) istituzione della tariffa sociale;
8) messa in mora della società sulle gravi illegittimità contestate.
A seguito di tutte queste considerazioni, ci chiediamo - continua il Segretario Provinciale - come mai i Sindaci, membri dell'Assemblea e della Consulta, non erano a conoscenza di quanto esposto. Gli stessi Sindaci che hanno chiesto, invece di efficienza e economicità del servizio, favori e posti di lavoro. E come mai si è proceduti sia al riconoscimento di un aumento tariffario retroattivo illegittimo, e si è persino autorizzata un trattativa separata che ha concesso al Gestore il riconoscimento di 20.000.000?, pur non avendone alcun titolo in considerazione di tutte le gravi inadempienze summenzionate. I cittadini si aspettano delle risposte».
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