ROMA - Si riapre uno spiraglio nella tormentata vicenda dello stabilimento Videocon di Anagni: a seguito dell'incontro di oggi presso il Ministero delle Attività produttive il Governo, nella persona del sottosegretario Stefano Saglia, si è impegnato tanto sul fronte tecnico che su quello politico e diplomatico, interessando della questione direttamente l'ambasciata indiana. La richiesta giunta dai sindacati alla famiglia Dhoot è quella di rendere chiare e trasparenti le trattative in corso con le diverse cordate interessate a rilevare lo stabilimento anagnino, esplicitando per ciascuna di esse il piano industriale, le disponibilità finanziarie e i risvolti occupazionali.
«Devono dirci chi sono, cosa vogliono fare e come vogliono farlo, e quali percentuali di livello occupazionale sono intenzionati a garantire», dichiara Enzo Valente, segretario provinciale dell'UGL. Tra le ipotesi, continua a primeggiare quella guidata da Aurelio Regina, presidente degli industriali di Roma e provincia, la meglio definita del gruppo. Alessandro Tomba, segretario generale di comparto della Uil-Cem nazionale, commenta: «l'unica offerta che sembra avere un piano industriale è quella presentata da un gruppo di imprenditori guidati da Aurelio Regina. Il giudizio definitivo nostro e delle Rsu verrà espresso solo a novembre, quando avremo chiari i tre punti essenziali e cioè il piano industriale, le garanzie finanziarie con il relativo Roi e il coinvolgimento diretto degli imprenditori. Le altre offerte non sono così definite come questa».
Anche CGIL e CISL lasciano trasparire un po' più di ottimismo rispetto al recente passato: «Finalmente il Ministero si è impegnato su tre questioni: la prima è che il sottosegretario relazionerà direttamente alla Presidenza del Consiglio l’andamento della vertenza; la seconda è quella che invierà una nota all’ambasciata indiana per richiamare la famiglia Dhoot ad una collaborazione fattiva alla riconversione; la terza l’impegno garantito del Governo. Le forme, anche forti, di protesta sono servite a qualcosa» affermano Silvio Campoli e Mariano Ranieri al termine della riunione.
Riguardo alle prospettive occupazionali, la riconversione al fotovoltaico potrebbe dare impiego al massimo a 900 addetti. Ma un accordo tra cordate diverse (ad esempio, Regina e Keymat, che ha ritirato la propria offerta nei giorni scorsi) potrebbe consentire di affiancare diverse attività produttive, innalzando questo numero.
Il presidio dei lavoratori va comunque avanti, sempre sotto il vigile controllo di polizia e carabinieri determinati a impedire il ripetersi delle clamorose proteste dei giorni scorsi, che avevano portato al blocco dell'Autostrada del Sole.
È in corso una raccolta di firme che si sta allargando a tutto il territorio, e che saranno consegnate al Presidente Della Repubblica, Giorgio Napolitano ed al Premier, Silvio Berlusconi per sensibilizzarli sulla situazione dello stabilimento di Anagni.
Il prossimo appuntamento è stato fissato per il prossimo 17 novembre, sempre presso il Ministero delle Attività produttive.

Riunione al Ministero dello sviluppo sulla vertenza Videocon
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