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Poste, a rischio il servizio

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Poste ItalianeACUTO - Servizi postali a rischio ad Acuto, e in almeno altri cinquanta centri della provincia di Frosinone. E' quello che denunciano i Cobas e l'Associazione per i diritti della persona ACEA andando a spulciare i piani presentati da PosteItaliane e approvati dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni.
Il piano di "snellimento" relativo alla gestione del servizio postale prevede infatti la possibilità di rivedere le attuali modalità di consegna della posta e, soprattutto, di redistribuzione delle missive non recapitate. L’obbiettivo del progetto è praticamente quello di estendere l’organizzazione distributiva attualmente utilizzata nelle grandi città, dove la corrispondenza non recapitata viene distribuita esclusivamente presso gli Uffici di recapito, anche nei comuni minori, dove invece, fino ad oggi, la corrispondenza non recapitata viene distribuita dal locale ufficio postale.

I residenti dei piccoli comuni (ma anche non tanto piccoli, considerando che in prospettiva saranno coinvolte anche cittadine delle dimensioni di Anagni o Alatri) saranno obbligati a rivolgersi al Centro Primario di Distribuzione di appartenenza, che si trova magari a qualche decina di chilometri di distanza.
Per gli utenti di Acuto questo vorrebbe dire, ad esempio, doversi recare al centro di Fiuggi in un primo momento di transizione, e addirittura a Ferentino il giorno in cui il piano dovesse andare definitivamente a regime seguendo l'attuale programma, per poter recuperare una lettera o un pacco che per qualunque motivo non siano stati consegnati a domicilio.
Un grosso disagio per tutti, ed in particolare per tutte quelle persone che hanno particolare difficoltà a spostarsi, come possono essere gli anziani.

I Cobas evidenziano le storture legate a questo modo di intendere la privatizzazione del servizio postale: "Le conseguenze sul lungo periodo per lo stato Gli uffici postali, sollevati dai doveri istituzionali di servizio universale, diventeranno nuove sedi bancarie, finanziarie, di vendita di prodotti filatelici o di risparmio etc. Avremo regalato ad una società privata una bella rete di "negozi" con tanto di personale qualificato e arredi e avviamento commerciale il tutto a spese di noi cittadini.
Cittadini che invece vivranno il disagio di caselle postali sempre più lontane, recupero della posta non consegnata con difficoltà e solo per chi può muoversi agevolmente in macchina, servizio universale dimezzato.
Disagi in arrivo anche per i lavoratori: con lo scorporo dei vari settori ( che è già in atto ) si creeranno come minimo lavoratori di serie A ( quelli del banco – posta e degli uffici postali zonali ) e quelli di serie B ( i postini e gli addetti agli uffici di recapito e alla logistica ). Non considerando che i lavoratori stabilitisi nelle località vicine agli attuali uffici di distribuzione in alcuni territori potranno trovarsi in condizione di aggiungere anche 2 ore per raggiungere il posto di lavoro!"

Resta da chiedersi: a chi giovano riforme fatte in questo modo?

Consulta il documento Cobas-Anas (1 MB)

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Settembre 2007 13:59

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