FROSINONE - È partita, inaspettatamente, la procedura di mobilità per i 1290 lavoratori della Videocon di Anagni. I rappresentanti dell'azienda di proprietà della famiglia Dhoot lo hanno comunicato alle organizzazioni sindacali, a causa della «cessazione delle attività», nonostante le trattative ancora in corso per la riconversione dello stabilimento. Ma gli indiani sembrano intenzionati a dar seguito al loro proposito di chiudere la loro esperienza imprenditoriale in Italia entro la fine di quest'anno, e stanno muovendosi con decisione in quel senso, e la richiesta di mobilità sarebbe un mezzo «per indurre a prorogare la cassa integrazione fino a febbraio del 2010».Enzo Valente, segretario provinciale della Ugl-Chimici, ha commentato con amarezza la decisione dell'azienda: «Siamo indignati, la Videocon aveva preso l'impegno di non prendere alcuna iniziativa, sono stati disattesi tutti gli accordi». Il segretario nazionale dello stesso sindacato, Luigi Ulgiati, ha commentato: «Siamo sconcertati. Nell'incontro del 7 ottobre presso il Ministero dello sviluppo economico l'azienda si era impegnata a non avviare alcuna procedura di mobilita' fino alla fine dell'anno. Siamo consapevoli delle difficolta' nell'erogazione dei fondi per la cassa integrazione, - conclude - ma il problema non puo' essere affrontato con soluzioni cosi' drastiche, attraverso comportamenti antisindacali ai danni dei lavoratori e senza alcun rispetto del ruolo delle istituzioni impegnate nella soluzione della vertenza».
La Cgil se la prende con la scarsa determinazione del governo, che avrebbe indotto i proprietari indiani a cercare una forzatura. Il segretario provinciale Domenico De Santis commenta: «Lanciamo l’ennesimo invito al Governo, a Gianni Letta e Claudio Scajola di interessarsi in prima persona della vicenda».
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