ROMA - L'assessora al Lavoro della Regione Lazio Alessandra Tibaldi alza la voce contro il governo per l'inadeguatezza nelle procedure di erogazione dei fondi destinati a finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga nell'attuale situazione di crisi economica generalizzata. «Dal Governo non arrivano i fondi previsti e annunciati per gli ammortizzatori sociali. La Regione non è in grado di dare risposte alle imprese in crisi e ai lavoratori. Dirotteremo le proteste dei Sindacati al Ministero del Lavoro»: questa la dura presa di posizione dell'assessore, quotidianamente alle prese con i drammi legati alle numerose crisi aziendali in corso. In questi mesi sono molte le realtà aziendali in una fase decisiva rispetto alla stessa continuità aziendale, o in speranzosa attesa di un rinnovo della Cassa Integrazione.«Nonostante gli accordi sottoscritti tra Regioni e Governo in merito alle misure da adottare in questo periodo di crisi economica - prosegue Tibaldi - ci troviamo nella spiacevole situazione di non poter assolvere al compito di assegnare gli ammortizzatori sociali a chi ne ha pieno diritto. Dei 440 milioni di euro stanziati ne sono arrivati soltanto 60, mentre la Regione da parte sua ha già impegnato le risorse provenienti dal Fondo Sociale Europeo. Da gennaio abbiamo potuto autorizzate soltanto 85 richieste di Cassa integrazione, altre 118 sono in attesa».
Si tratta di ritardi nell'erogazione dei fondi che hanno gravi ricadute nella vita delle persone, che se non scongiurate potrebbero oltretutto innescare un meccanismo perverso rispetto alla crisi economica in atto. La minore disponibilità economica, infatti, oltre a provocare situazioni di grave disagio sociale, contribuisce a prosciugare la capacità di acquisto, disincentivando i consumi e provocando una amplificazione della crisi. Un meccanismo che non sfugge alla Tibaldi, che osserva: «le conseguenze sarebbero nefaste per l'economia di tutta la Regione proprio in questo momento in cui si intravedono timidi segnali di ripresa».
Una denuncia non isolata, quella della Tibaldi: in questi giorni anche altre regioni, tra cui Veneto e Umbria, sono alle prese con le difficoltà legate all'esaurimento dei fondi disponibili per gli ammortizzatori sociali o con i ritardi nella loro erogazione, spesso legati a motivi burocratici.
In queste ore anche la Confindustria spinge sul governo per un aumento delle risorse per gli ammortizzatori sociali: il direttore generale Giampaolo Galli ha chiesto assicurazioni specifiche in questo senso, al fine di conservare la coesione sociale del paese.
Il governo, attraverso il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, sfoggia ottimismo e fiducia sul minore impatto che la crisi ha avuto in Italia rispetto al tasso di disoccupazione: gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali sono a suo giudizio, ampiamente sufficienti. Nel presentare la nuova manovra finanziaria è stato precisato che, se dovesse essere necessario estenderli, sarà possibile attingere ai fondi derivanti dallo «Scudo» e a maggiori entrate dovute al recupero dell'evasione fiscale.
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