FIUGGI - Per sfuggire alla rovente atmosfera fiuggina di questi giorni e alle inevitabili "pressioni", il sindaco Virginio Bonanni aveva persino pensato di convocare il prossimo Consiglio Comunale per l'approvazione del Piano Pinto, che si svolgerà giovedì prossimo, presso la prefettura di Frosinone. Una voce che aveva messo in allarme molti cittadini che si sono detti disposti, qualora la notizia fosse vera, anche a bloccare la strada statale 155 che collega Fiuggi al capoluogo. Nei giorni scorsi sono state forti le polemiche tra Bonanni e l'opposizione di centro-sinistra, che ha presentato la relazione di Giovanni Mazzetti, docente di Economia Politica presso l'Università della Calabria. Il professore contesta quanto affermato nel Piano Pinto: «non è strettamente indispensabile sottoscrivere anticipatamente un nuovo contratto con Sangemini», è la tesi del professore, per riassestare gli equilibri economico-contrattuali tra Atf, Sangemini e Unicredit.
«Ci è sembrato opportuno mettere per iscritto la posizione del Pd, del Psi e di Progetto Fiuggi – ha dichiarato Francesco Garofani al "Il Messaggero" – a fronte dell’insistenza di un sindaco che sostiene l’obbligatorietà di approvare il Piano Pinto due (il piano di riequilibro finanziario e temporale dei rapporti tra Atf, Sangemini e Unicredit ndr.) per non mandare in dissesto le casse di Atf e quindi del comune. Noi diciamo intanto che il Piano Pinto è un’ipotesi mentre gli accordi che legano oggi Sangemini al comune di Fiuggi sono reali e che non sono stati rispettati, perché se avessero trovato completa applicazione sarebbe venuta meno l’inesorabilità delle scelte che propone l’amministrazione comunale e la massa debitoria sarebbe di gran lunga inferiore a quella annunciata e comunque gestibile. Se secondo il sindaco occorre rimettere mano ai contratti perché la vendita dell’acqua di Fiuggi è ferma a 42 milioni di bottiglie a fronte di una previsione di 60 milioni, bisogna controbattere che l’incapacità di garantire la vendita del prodotto non è una responsabilità del comune».
Opposto il punto di vista del sindaco Bonanni, che commenta: «Sembra una partita di briscola tra chi bussa a bastoni – ironizza Bonanni – e chi risponde a coppe. Non siamo noi a voler rivedere gli accordi ma Sangemini, la quale ha palesato la necessità di rivedere i contratti per non rimetterci altro denaro. Io al contenzioso non ci penso proprio, quando Garofani guiderà il comune di Fiuggi lo farà lui. Ho sempre detto che bisogna trovare un accordo perché la disgrazia di Fiuggi è sempre derivata dai contenziosi avviati con i vari gestori. Cento anni di battaglie legali che ci hanno portato a questo pesante fardello. Io mi sto impegnando per trovare una soluzione condivisa».
Il sindaco ha evidenziato in un intervento a Radio Centro Fiuggi «la scarsa partecipazione alle due assemblee, quella organizzata dalla sinistra e dagli operatori economici». Dura la replica del capogruppo di "Fiuggi Libera" Fabrizio Martini: «Il sindaco è ormai con le spalle al muro. Continua a fare i conti del consenso in tasca alle altre forze politiche ed alle categorie economiche, senza accorgersi che è stato abbandonato anche dai parenti».
Martini prosegue non risparmiando critiche alla nuova versione del "Piano Pinto", consegnata ai consiglieri in vista del Consiglio di giovedì prossimo: «Nella versione del piano che siamo stati convocati a discutere gli accordi risultano ulteriormente sbilanciati dalla parte di Sangemini, alla quale si riconosce circa 1 milione di euro in più per la differenza tra le franchigie e il canone di affitto dell’imbottigliamento. E’ una versione senza dubbio peggiorativa. Le previsioni del piano, che fissa per 14 anni a 43 milioni di bottiglie la produzione annuale, non sono sostenute dalla esposizione di nessuna strategia di rilancio, poiché manca un piano industriale. E non si conoscono i benefici diretti che Sangemini potrà ottenere dalle banche per effetto del Piano Pinto 2. Ad oggi, l’unica certezza è che il debito di Atf resterà invariato».
Nasce il comitato "Fiuggi e futuro"
Stanchi del livello delle polemiche, sempre più sterili e improduttive che alimentano il dibattito politico fiuggino, alcuni commercianti e albergatori della città termale ha costituito il comitato “Fiuggi e futuro” per superare le divisioni e lavorare al futuro della città.
«Basta scontri e strumentalizzazioni politico giornalistiche – fanno sapere i promotori del comitato – la città deve essere messa in condizione di risalire la china dopo anni d’impietosa crisi economica che hanno prodotto, oltre alla sofferenza per centinaia di famiglie, anche una disgregazione sociale senza pari. Siamo giunti ad una condizione in cui diventa sempre più difficile conoscere la verità a causa della cattiva e tardiva comunicazione del sindaco Bonanni e della sua confusa amministrazione comunale, su fatti estremamente importanti per il futuro della città e dei nostri figli, ma anche di una costante e scientifica strumentalizzazione politica, e spesso giornalistica, attuata da chi sembra essere più interessato alla realizzazione del proprio disegno politico, che alla definizione di un progetto di ripresa economica e sociale di Fiuggi. Assistiamo – conclude la nota del comitato – ad uno spettacolo di accuse e controaccuse, polemiche e pettegolezzi sull’onestà della nostra classe politica, che ci riporta ad anni che pensavamo ormai superati e che, soprattutto ci fa pensare che l’idea di uno sforzo comune per superare le attuali difficoltà, resti ancora una chimera».
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