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Altipiani di Arcinazzo, convegno nel 40º del romanzo «Horcynus Orca» di Stefano D’Arrigo

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TREVI NEL LAZIO - Un convegno interessante quello svoltosi nei giorni di sabato e domenica scorsi, dedicato ai 40 anni dello storico romanzo Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, l'evento è stato organizzato da un'idea del Sindaco di Trevi Nel Lazio l'avv. Silvio Grazioli, appassionato di romanzi,  e curato da Tarcisio Tarquini, per celebrare appunto il quarantennale dell’opera (Mondadori, 1975) La stesura del libro, infatti, impegnò D’Arrigo in un lavoro di oltre vent’anni che egli svolse in parte proprio agli Altipiani di Arcinazzo, soggiornando all'hotel San Giorgio. Proprio per questo motivo, l'interessante convegno di sabato dal titolo «La montagna rovesciata nel mare di D’Arrigo», si è svolto all'interno dello stesso hotel. Proprio ha suggellare quel momento storico, prima di inizio del convegno, il indaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli insieme al Sindaco di Arcinazzo Romano Giacomo Troja hanno mostrato all'entrata dell'hotel una targa in ricordo del soggiorno di D'Arrigo agli Altipiani di Arcinazzo.
«Questi due giorni -ha sottolineato il Sindaco Grazioli in apertura del convegno-  rappresentano un doveroso riconoscimento verso un grande autore come lo è stato D'Arrigo, ed a 40 anni dalla sua edizione omaggiare questo romanzo così epico, il racconto di un'odissea. Horcynus Orca, è romanzo singolare e di grande valore, si inserisce maestosamente nella storia della letteratura italiana del Novecento non soltanto per le novità dello sperimentalismo linguistico e per la forza emotiva che coinvolge il lettore trasferendolo nel mondo a cui D’Arrigo ha dato vita, ma anche per le entusiastiche recensioni tributategli da letterati, critici e studiosi fin dalla sua prima pubblicazione, e poi c'è da dire che un po’ ci appartiene avendolo realizzato in gran parte qui. Per questo l'Amministrazione di Trevi Nel Lazio, ha deciso a breve d'intitolare la strada che fiancheggia l'hotel, visibile dalla finestra di quella che un tempo era la sua stanza».
Tra gli ospiti del convegno, il filologo e critico letterario Gualberto Alvino, il poeta e performer Giovanni Fontana, i docenti universitari Siriana Sgavicchia e Raffaele Manica, il giornalista e scrittore Davide Orecchio ed inoltre Walter Pedullà, già presidente RAI e tra i maggiori conoscitori di D’Arrigo e della sua opera, che è stato ascoltato attraverso una video intervista fatta nei giorni scorsi da Tarcisio Tarquini. Il quarantennale di Horcynus Orca, peraltro, coincide con l’uscita dell’edizione tedesca del volume, curata dal letterato e traduttore Moshe Kahn, anch’egli ospite del convegno, che ha dedicato ben otto anni alla trasposizione in tedesco di un libro da molti ritenuto intraducibile, per le particolarità del linguaggio, per i numerosi neologismi, per l’uso del vocabolario dialettale, per la ricercata sperimentazione espressiva.
Una lingua che Primo Levi ebbe ad elogiare definendola “inimitabile”, infatti dopo 40 anni il romanzo di D'Arrigo risulta inconfondibile e durevole, un esempio unico ma non imitabile.

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