il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Cultura ::> Acuto, «Il partito del pensiero», intervento di Giancarlo Torroni sul ruolo del pensiero critico

Acuto, «Il partito del pensiero», intervento di Giancarlo Torroni sul ruolo del pensiero critico

  • PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

ACUTO - C’è un partito nel paese e nel mondo, un partito senza statuto, senza iscritti, senza simboli, senza manifesti e senza slogan, senza fondi né pubblici né privati. È il partito del pensiero critico o, semplicemente, del pensiero, poiché non vi è pensiero senza critica né critica autentica che non sia illuminata dal pensiero. La critica infatti, da non confondersi con la polemica, altro non è che lo sforzo incessante e la capacità di distinguere, come avrebbe detto Croce, il vero dal falso, il bello dal brutto, l’utile dal dannoso, il bene dal male. Chiamare questo strano partito, «partito degli intellettuali», non sembra opportuno, in un paese in cui gli intellettuali, o quelli che oggi passano per tali, sono stati in buona parte, e lo sono tuttora, asserviti a questa o a quella Chiesa, a questo o a quel partito, a questo o a quel gruppo di interessi. Ma il pensiero ha bisogno di libertà e del coraggio di usarla. Perciò nessun asservimento a potenze estranee, che chiedano il prezzo di una limitazione della facoltà di pensare, può mantenere in vita il pensiero, più di quanto possa vivere una pianta privata dell’acqua, dell’aria e del sole. Non dunque partito degli intellettuali ma, semplicemente, partito del pensiero, posto che per pensare il vero, il bello, l’utile e il buono non si debba per forza essere intellettuali o aver studiato all’Università.
Il pensiero tuttavia non è mai stato popolare. Esso anzi ha sempre suscitato l’invidia dei servi e il risentimento delle folle, la cui pigrizia intellettuale e morale le porta generalmente ad accontentarsi dei miraggi che imbonitori di ogni sorta le fanno di volta in volta balenare davanti allo sguardo offuscato, o a tenersi ben salde ai pregiudizi aviti, dai quali esse ricavano pur sempre la rassicurante sensazione di appartenere ad una comunità o ad un branco, a seconda dei casi.
Non solo dunque il “partito del pensiero” sembra destinato a restare composto da esigue minoranze di outsiders ma, nelle condizioni della società attuale, esso non può far altro che stare a guardare impotente il disgregarsi e il corrompersi della vita civile, la trasformazione di patenti menzogne in verità indiscutibili, il dominio incontrastato dell’apparenza, la corsa folle verso la distruzione delle basi stesse della vita biologica, la nuova marea montante degli istinti autoritari e gregari che tanti danni ha fatto in passato e tanti ne prepara per il futuro.
Ma è giusto limitarsi a questa constatazione o non si tratta ancora di insistere, nonostante le condizioni avverse? Davvero al pensiero non resta più altro da fare che ripiegarsi su se stesso in una sfiduciata analisi dell’esistente? O forse proprio quando le condizioni siano avverse viene a delinearsi, più limpido che mai, il suo compito, che è compito di libertà, di educazione e di verità? Giova ancora insistere affinché l’ideale illuministico e kantiano dell’uscita dell’uomo dal suo stato di minorità, benché non realizzato, continui tuttavia a sussistere come compito e battaglia di civiltà, volta a far sì che sempre più individui imparino a distaccarsi da quella folla amorfa e vile per dare forza e sostanza alle esili fila del partito del pensiero e al futuro una nuova speranza?

(foto di Fabio Bellucci)

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

Articoli più letti questo mese

Articoli più letti questa settimana

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito