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Acuto, «Canistro», successo per la festa della creatività dall’artigianato all’arte alla poesia

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ACUTO - È stato un gran bel successo di pubblico e di critica l’iniziativa svoltasi sabato 16 Agosto presso viale Roma e la chiesa di San Sebastiano, su iniziativa dall'artista Fabrizio Perinelli e dalla moglie Anna Lancia e subito accolta dall'Amministrazione locale, che ne ha supportato la realizzazione.
«Il nome di questa manifestazione, “Canistro” dice già molto», spiega Anna Lancia: «Pensavo ad un nome per quest’evento, e, dopo aver letto una poesia di Padre Pietro Necci, ho capito che non poteva essere altro che questo, Canistro, un cesto di vimini della tradizione Ciociara, un contenitore dove raccogliere e riunire, tutto ciò che è legato alla tradizione, e alla creatività, assaporare tutti insieme, gomito a gomito, per un giorno, la magia che l’arte racchiude, scoprirla, respirarla, e farci contaminare da essa e contaminarci l’un l’altro.
Da subito, la Prologo di Acuto,e l’amministrazione  Comunale, hanno appoggiato e fatto loro questo progetto, mettendo a disposizione gratuitamente, spazi, esperienza, appoggio materiale e morale, hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno.
Abbiamo contattato chiunque in Acuto avesse a che fare con la creatività, dal più giovane al più grande, senza distinzione di settore, coinvolgendo naturalmente e soprattutto i più piccoli, con un laboratorio d’arte in pineta. Lungo Viale Roma gli artisti fianco a fianco, hanno esposto, creato ed interagito con i turisti e la gente di Acuto, nella chiesa di San Sebastiano un incontro con la poesia, un momento suggestivo coordinato da alcuni poeti acutini.
Ed infine la fotografia, una giovanissima fotografa ha invitato i visitatori a farsi fotografare rendendoli parte di un progetto sulle microespressioni facciali.
Nel nostro piccolo, speriamo di esserci riusciti, ci auguriamo che questa “Festa della Creatività” sia stata una giornata di condivisione per tutti.
La collaborazione di tutti, rende possibile manifestazioni come questa, importanti, a mio giudizio, per rendere visibile arte e cultura anche in un piccolo centro come il nostro. Per questo vorrei ringraziare tutte le associazioni culturali ed i singoli privati che con tanta generosità, hanno messo a disposizione senza nulla pretendere le attrezzature per gli artisti».

La giornata ha avuto inizio con la lettura da parte del sindaco Augusto Agostini della poesia «Canistro» di Padre Pietro Necci che ha ufficialmente dato il via alle attività in estemporanea lungo Viale Roma.
Alle ore 10:00, presso la pineta, i bambini hanno creato opere con pasta di sale all'interno di un laboratorio creativo.
Nello stesso orario apertura dell'area espositiva con le opere gli artisti locali: Giampiero Cori, Sergio Lavo, Francesco Serafini, Patrizia Sabene, Rafael Ardita e Riccardo Cori.
Ad animare l'estemporanea Marco Longo, Giorgia Pilozzi, Fabrizio Perinelli, Gianluigi Bellucci, Aurelio Sparagna, Roberta Petullà, Eleonora Rossi, Barbara Brunetti, Gloria Ticconi, Suor Cesidia, Angela di Bella, Giuliana, Isabella e Daniela Cardinali
,  i giovanissimi Lucrezia e Leonardo Cori assieme a Marzia Longo e le bambine del corso di uncinetto del comitato scuola. Una  giornata dedicata all'arte che ha suscitato l'interesse di abitanti e turisti.
Arte e mestieri in divenire per un'intera giornata: pittura, intaglio, scultura, antiche tecniche di rilegatura di libri, arti grafiche, origami, decorazione di dolci, creazione e decorazione di oggetti in pasta di mais, fotografia e tecniche di sviluppo, l'arte dell'uncinetto, del mezzo punto e del tombolo.
A conclusione della giornata un momento suggestivo dedicato alla poesia presso la Chiesa di San Sebastiano con la lettura dei brani di Stefano Santonico, Monia Capobasso, Maria Letizia Agostini, Agostina Agostini.
Le poesie sono state brillantemente presentate dalla professoressa Giulia Necci, e lette da Maria Pia Pompili, Giampiero Cori e Maria Cristia Cini, con un suggestivo accompagnamento musicale di Francesco Ciavardini e Francesco Gatta.



«Canistro»

Canistro! Canistro!
Iu striglio che me sta rentro agliu core;
iu fece parmo che revenne a Auto
dagliu spedale di S. Gallicano.
Candu iu trenu ariva agliu casotto
revwdo stu canistro...
la mente se' riempie di pensiere...
A piazza Dante tutte le matine
di canistre ne vedo tante,
È robba digliu Piglio e di Serrone,
robba bbona, robba fresca,
robba di casa nostra.
Vorria che stu canistro fusse piino
di robba casareccia.
Vorria pane che resce dagliu furno
culurito e cotto, che te scrocchia 'mmocca
e che te da la forza di lione.
Vorria lu vino genuino e sicco
che rallegra iu core
e da la parlantina.
Vorria la pizza roscia e l'erba cotta...
Vorria le raccia da ciuciaro
che tira fora l'oro dalla roccia
pe' fa’ campà la casa
Vorria tutto chello di 'na vota
che crea e si rinnova.
Vorria robba vecchia e robba nova
ma robba nostra, robba di Canistro.
Vorria che stu Canistro fusse in piazza
e le femmene tutte le matine
se iessero a piglia 'la robba nostra
pe ' rallegrà e rafforzà la casa
e seguità la vita
Padre Pietro Necci

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