Proprio presso l'associazione culturale Massenzio arte, in via del Commercio 12 a Roma si tiene questa nuova personale, aperta al pubblico fino a sabato 31 marzo.
Il critico Livio Garbuglia presenta l'esposizione con queste parole:
"Gianluigi Bellucci è protagonista della ricerca instancabile di nuove immagini che rompe attraverso il recupero di riferimenti sensibili e di livelli di memoria il carattere univoco e radicale dell'astrazione astratto-dinastica.
Bellucci vive orginalemtne le suggestioni liberatorie della determinazione informale vita-memoria-coscienza, linguaggio di una propria ricerca di analisi interiore.
L'artista attento e riflessivo, filtra e risolve ogni riferimento culturale e con piglio autonomo e rigore ostinato, in virtù di una esigenza intima di metodo e di costruzione, scava dentro la materia nella rcierca costante di una propria verità umana dai contenuti profondi e meditativi e sulla scoperta che diventa fondazione di una coscienza autonoma s'innesta la nota dominante: una poetica volontà-istinto che esalta la funzione ed il valore espressivo del corpo d'arte e che riconduce l'insieme unitario dell'opera al senso pieno della vita. Il destino-segno-materia vive della propria misura e della propria identità, in un estatico tormento tra logica e poesia, tra l'essere e il divenire, tra la realtà immobile ed il fluire del tempo, in continuo mutamento che tutto trasforma e dove nulla è uguale a sé stesso.
La presenza-immagine diviene occasione di una messa a fuoco tecnica che è anche investimento interpretativo, lettura e traduzione del mondo nella meravigliata simulazione del linguaggio.
Le puntasecche su zinco, in particolare, sfidano la durezza della materia, e catturano sulla lastra determinazioni-forma metafisicamente cesellate con sicuri segni.
E il gusto di una realtà otticamente generata si tempera con la fluidità della emozione.”
Questo dice il critico. Per dire la vostra, l'appuntamento è in galleria.
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