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Vallepietra, circa 300 pellegrini al Santuario per la ricorrrenza dell’apparizione della SS. Trinità

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VALLEPIETRA - Il 16 febbraio si ricorda l'apparizione della Ss. ma Trinità e, come consuetudine, dalla chiesa parrocchiale di Vallepietra, si sale in pellegrinaggio al Santuario. Questo è l'unico momento nei 6 mesi in cui il Santuario è chiuso (dal 3 novembre al 31 aprile) che si può visitare l'antico Santuario.

Domenica scorsa con partenza alle ore 7:00 da Vallepietra, circa 300 pellegrini si sono riuniti, provenienti non solo da Vallepietra, ma da molti centri limitrofi, dunque dopo un ringraziamento all'immagine della Ss.ma Trinità esposta dalla sera prima in chiesa, guidati dal Parroco don Alberto Ponzi, hanno iniziato il loro cammino a piedi alla volta del santuario seguendo lo stendardo della Confraternita di Vallepietra, tra i presenti alcuni amministratori del Comune di Vallepietra. Giunti al Santuario, dopo aver attraversato il consueto percorso tra le montagne, tra i corsi del Simbrivio accompagnati da una splendida giornata di sole, si sono riuniti nel piazzale antistante il Santuario, ciascuno ha fatto visita alla sacra immagine ed alle ore 10:30 è stata celebrata la messa all'aperto. Sulle origini del Santuario vi sono diverse ipotesi. È opportuno, comunque, riferire sulle ipotesi più accreditate e sulle leggende popolari che i pellegrini si sono tramandate oralmente.
Esistono due leggende: una di origine popolare e l'altra di origine letteraria: La prima narra di un contadino che mentre arava il terreno in cima al colle della Tagliata vide cadere, nel sottostante precipizio, i buoi e l'aratro. Portatosi sul ripiano alla base della grande parete rocciosa vide, con grande meraviglia, i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all'interno di una piccola grotta. La seconda leggenda, di carattere letterario, è stata trasmessa da una pergamena andata poi distrutta, ma della quale è pervenuta una copia. Due ravennati, residenti a Roma, si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni che, sbarcati a Francavilla, avevano attraversato il Regno di Napoli. Un angelo apparso ai quattro portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra la sorgente. Il giorno seguente apparve la Santissima Trinità che benedisse il Monte Autore alla pari del Sinai e dei luoghi santi della Palestina. Inoltre il 16 febbraio si celebra Santa Giuliana di Nicomedia, una Santa dell'Oriente e guarda caso all'interno della grotta è riportata la sua immagine, una figura che lega il Santuario all'oriente, tanto che alcuni studiosi fanno risalire a monaci orientali o eremiti la possibilità dell'origine del luogo di culto dedicato alla Santissima Trinità. L'atteggiamento benedicente alla maniera greca delle "Tre Persone", venerate nel Santuario e la particolare toponomastica dei luoghi circostanti potrebbero avvalorare questa ipotesi. Infatti il monte posto di fronte al Santuario si chiamava sino al secolo scorso Sion ed infine il paese più vicino, dal versante abruzzese, è Cappadocia (come la regione orientale). Ora bisognerà attendere il prossimo 1 maggio per tornare in pellegrinaggio in questo splendido ed unico luogo di fede.

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Febbraio 2014 23:46

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