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S.Valentino 2014, donne sotto la lente. Lazio al terzo posto per numero di femmincidi

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altACUTO - Il fenomeno, gravissimo, della violenza contro le donne è drammaticamente in crescita.

Gli ultimi dati sono davvero allarmanti, l’Istat ha stimato che solo in Italia quasi sette milioni di donne tra i 16 e i 70 anni sono state vittime di abusi fisici, di cui un milione ha subito stupri o tentati stupri. Più del 14% delle donne italiane ha subito violenze domestiche e in ultimo, il dato più allarmante : nel nostro Paese una donna viene uccisa ogni due giorni e mezzo.

I mass media ci raccontano ogni giorno, di mariti, fidanzati, padri e fratelli che abusano, violano e uccidono le donne che dicono di amare e la violenza il più delle volte è perpetrata nell’ambito familiare.

Il luogo degli affetti, della cura, lo spazio dove si dovrebbe vivere in armonia, si trasforma in luogo di paura e terrore dove la violenza prende il posto dell’amore.


Il Lazio è al terzo posto in Italia per il numero di Femminicidi, termine quest’ultimo che indica che la vittima dell’omicidio è una donna e la morte è riconducibile alla sua appartenenza al genere femminile.

Nel Lazio in attuazione della Legge Regionale 64/1993 “Norme per l’istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate”, sono stati istituiti e finanziati dieci Centri Antiviolenza di ambito provinciale , per il sostegno, soccorso e ospitalità delle donne, anche straniere, con figli minori, vittime di violenza fisica, sessuale e maltrattamenti.

altUn Centro Antiviolenza esiste anche nella provincia di Frosinone, per la precisione a Ceccano, con un call-center che risponde al numero verde 800-479898 dove offrono sostegno e accoglienza per tutte le donne che subiscono o abbiano subito violenza, maltrattamenti psicologici, fisici o sessuali.

Spesso si resta a guardare la donna sfregiata, molestata, uccisa ma non ci sono scuse, non ci sono attenuanti e soprattutto non ci sono tacchi troppo alti o scollature troppo profonde che giustificano anche solo lontanamente la violenza.

C’è una cultura violenta contro le donne che il più delle volte viene tollerata e ancor peggio banalizzata e ridicolizzata.

Gli stereotipi e i pregiudizi con i quali siamo cresciuti sono così radicati dentro di noi che occorre un grande sforzo culturale per spogliarci di quei retaggi culturali che non ci permettono di vedere le persone per quello che sono ma solo per la categoria che rappresentano.

Nella festa dell’amore dedicata a San Valentino quest’anno, come lo scorso anno, si ballerà in molte città d’Italia, un flash mob contro la violenza sulle donne.

L’iniziativa rientra nell’ambito della campagna internazionale “One Billion Rising” per la giustizia, lanciata da Eve Ensler, drammaturga e sceneggiatrice, conosciuta per i celebri “Monologhi della vagina” che sono stati messi in scena in diversi teatri europei e americani e che sono stati tradotti in 35 lingue.

L’intento del flash mob è dare rilievo alla protesta contro la violenza sulle donne costruendo attraverso il ballo una forma di protesta celebrativa contro le ingiustizie che le donne subiscono in tutto il mondo-

Il San Valentino dei fiori e dei cioccolatini verrà trasformato in una giornata di mobilitazione ed impegno civile in difesa di tutte le donne violate nel mondo.

Le parole servono a comunicare, ma possono servire anche a cambiare la realtà, e in ogni giorno dell’anno è necessario che le donne esprimano la loro identità individuale, la loro forza e il loro valore.

Bisogna cambiare la cultura del nostro Paese e per far capire, a chi ancora non l’ha capito che le donne non sono esseri inferiori né meri oggetti sessuali, insegnarlo alle proprie figlie e ai propri figli affinché qualunque donna, ragazza o bambina abbia il diritto di vivere al riparo della violenza e dell’abuso.

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Febbraio 2014 16:36

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