FIUGGI - Giovedì 15 marzo presso il teatro delle Fonti si è tenuto un interessantissimo convegno sull’Ebraismo in Italia. L’appuntamento era per tutte le Diocesi del Lazio. Buono l’afflusso dei partecipanti. Eccellenti le competenze e le conoscenze dei relatori. Sono intervenuti nell’ordine: Monsignore Giuseppe Petrocchi, Presidente della Commissione Regionale Ecumenismo e Dialogo, Conferenza Episcopale del Lazio il quale ha aperto i lavori introducendo i vari referenti. Moderatore della giornata il Direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo del Vicariato di Roma Monsignore Marco Gnavi.
A seguire una stimolante tavola rotonda dal tema “ Educazione ed identità: l’incontro con l’Ebraismo “, che ha visto impegnati Monsignore Giosuè Tosoni,responsabile settore insegnamento della religione cattolica, il Monsignore Walter Ruspi, direttore dell’ufficio catechistici nazionale, e il rabbino direttore della scuola ebraica di Roma, Carucci Viterbi.
La ripresa dei lavori dopo la pausa pranzo ha visto l’intervento del rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni cimentato sulla problematica: “ Ebraismo in Italia: profilo plurale, identità comune “. A concludere, il contributo del Magnifico rettore della Università Urbaniana che ha parlato del rapporto nuovo tra cristiani ed ebrei all’indomani del Vaticano II. Giornata piacevole e ricca di novità. Dall’incontro è emerso un dibattito rispettoso ed equilibrato fra le varie parti in campo. Sul piano sono state poste le notevoli convergenze e somiglianze fra le due religioni sorelle, ma inevitabilmente sono emerse le importanti differenze legate fondamentalmente al tema del Messianismo. Il Rabbino capo Riccardo di Segni con stimabile coerenza e franchezza alla domanda posta su quale dialogo teologico era possibile fra le due confessioni, rispondeva che questo tipo di dialogo che investe il tema dei principi viene visto con cautela ed anche diffidenza.
Nessuno può rinunciare ai propri principi. Le religioni non sono due stati che, nella trattativa cercando di giungere ad un compromesso, rinunciano ciascuno a qualcosa. Ciò non è possibile per le religione. Se dialogo ci deve essere è sulla conoscenza e rispetto dell’altro, su cosa l’altro fa nel mondo, e cosa nel mondo si può fare insieme. Intervento deciso, spiazzante, poco diplomatico se vogliamo, ma illuminante e sincero. E’ valso un convegno. Concludeva Monsignore Petrocchi con parole di apprezzamento speciale per la competenza e la schiettezza dimostrata nelle questioni toccate dagli oranti. Mostrava ciò, come il paradigma di come si fa dialogo, senza aggressività, nella disponibilità ed incontro reciproco. Chiudeva dicendo che dove c’è dialogo li c’è amicizia, ed una prossimità di cuore con il popolo ebraico.
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