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Acuto Jazz, il 12 e 13 agosto 2013 XVIII edizione del festival musicale in piazza San Nicola

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ACUTO - Anche quest’anno il Comune di Acuto (FR) organizza nei giorni 12 e 13 agosto la rassegna Acuto Jazz. I concerti avranno luogo in piazza San Nicola, nel cuore del centro storico, alle ore 21:30 e saranno ad ingresso libero. La prima serata è dedicata alla figura di Horace Tapscott, musicista di Los Angeles scomparso nel 1999, e all’esperienza della sua PAPA (Pan Afrikan Peoples Arkestra), che ha segnato la vita culturale della comunità afroamericana della città negli ultimi decenni.


Il concerto sarà preceduto dalla proiezione di estratti da una serie di film e documentari, realizzati dagli anni ’50 ad oggi, che documentano la storia della vita artistica e sociale della Los Angeles nera e di quelle che sono divenute uno dei suoi simboli, le torri di Watts, realizzate tra gli anni ’20 e i ’50 del secolo scorso dal piastrellista italiano Sabatino Rodia, emigrato negli Stati Uniti alla fine dell’800 da Serino, piccolo comune in provincia di Avellino.
Tutte le musiche presentate nel concerto, arrangiate dalla trombettista Lucia Ianniello, sono scelte dal repertorio della PAPA, e sono eseguite da un sestetto di cui fanno parte anche Andrea Polinelli (sassofono contralto e flauto), Diana Torti (voce), Giuseppe La Spina (chitarra), Cristina Patrizi, (contrabbasso e basso elettrico) e Giuditta Santori (batteria). Sarà inoltre ospite del gruppo in alcuni brani il pianista Paolo Tombolesi, direttore artistico della rassegna.
Il gruppo si ispira alla filosofia espressa dalle parole di Tapscott: «...la mia, la nostra musica, è contributiva piuttosto che competitiva».

La seconda serata si aprirà con la presentazione di «Un passo avanti - La storia di Roberta Escamilla Garrison come contributo alla relazione tra jazz e danza», un film-documentario realizzato da Andrea Polinelli, con interviste e parti significative di performances riguardanti la danzatrice-coreografa americana Roberta Escamilla Garrison, tuttora attiva a Roma, con il contributo di tanti degli artisti ed operatori che hanno collaborato con lei nei suoi 35 anni di carriera italiana. A seguire il concerto del gruppo Radiotrio, con Marco Siniscalco (bassi elettrici e live electronics), Enrico Zanisi (pianoforte) e Emanuele Smimmo (batteria e percussività). Il gruppo, che vede la presenza di Enrico Zanisi, votato nell’ultimo referendum “Top Jazz” della rivista Musica Jazz, quale miglior nuovo talento italiano dell’anno, attinge il suo repertorio dal mondo del rock storico, e coniuga tutta l'energia di cui è capace il rock con tutta l'eleganza che caratterizza il Jazz.

PROGRAMMA ACUTO JAZZ 2013

Lunedì 12 agosto


The Horace Tapscott’s Dream

Lucia Ianniello: tromba
Andrea Polinelli: sassofono contralto, flauto
Diana Torti: voce
Giuseppe La Spina: chitarra
Cristina Patrizi: contrabbasso, basso elettrico
Giuditta Santori: batteria
guest Paolo Tombolesi: tastiere

Il concerto è preceduto dalla proiezione commentata di un filmato realizzato per l’occasione con estratti dai film:
The Towers, di William Hale (1957)
Seize the Time, di Antonello Branca (1970)
I Build the Tower, di Edward Landler and Brad Byer (2006)
Leimert Park, di Jeannette Lindsay (2005)


Alla base di questo spettacolo c’è l’idea di un fare musica che non sia fine a se stesso ma che si ponga come rottura della struttura elitaria dell’arte. Non solo “arte” quindi, ma anche riscatto sociale, racconto e rapporto quotidiano, libertà di espressione e trasformazione dell’identità individuale e collettiva. Una musica “contributiva” e “non competitiva”! Era il sogno di Horace Tapscott - pianista, compositore, arrangiatore e direttore della PAPA, Pan Afrikan Peoples Arkestra - nella comunità afroamericana di Los Angeles. Con la PAPA hanno collaborato, tra gli altri, Red Callender, Sonny Criss, Billie Harris, "Butch" Morris, Arthur Blyte, Jimmy Woods, David Bryant, David Murray, Dwight Trible e molti altri. L'Arkestra operava una sintesi tra avanguardia e tradizione, suonava musica originale di compositori neri, noti e meno noti, come Gerald Wilson, Buddy Collette, William Grant Still, Eric Dolphy, Lester Robinson, Samuel Browne e dello stesso Tapscott.
Questo movimento copre gli ultimi quarant’anni dello scorso secolo della recente storia afroamericana di LosAngeles, ma le sue radici risalgono a una storia precedente a quella degli Stati Uniti, radicata nella cultura dei popoli dell’Africa occidentale. Era il 1961 quando Horace Tapscott cominciò a lavorare con passione per dare vita ad una delle prime cooperative artistiche nere, composta da musicisti, ballerini e poeti che si esibivano in scuole, università, chiese, parchi e sale ricreative, agli angoli delle strade. Lo scopo era quello di rivalutare il patrimonio culturale afroamericano e offrire un'immagine del jazz lontana dalle leggi del mercato, dando la giusta rilevanza e dignità alla comunità nera.
In quest’ottica comunitaria, il sestetto s’incontra, vive il quotidiano, programma le prove allo scopo di condividere valori e affetti. I brani proposti sono tratti dal repertorio della PAPA e gli arrangiamenti sono di Lucia Ianniello. Anche la scrittura orchestrale è realizzata in funzione esclusiva dei caratteri dei musicisti e delle singole peculiarità e ampio spazio è riservato all’improvvisazione collettiva.
Lo spettacolo sarà preceduto dalla proiezione di estratti da una serie di film e documentari, realizzati dagli anni ’50 ad oggi, sulla vita culturale nella comunità afroamericana di Los Angeles e su quelle che sono divenute uno dei suoi simboli, le torri di Watts, realizzate tra gli anni ’20 e i ’50 del secolo scorso dal piastrellista italiano Sabatino Rodia, emigrato negli Stati Uniti alla fine dell’800 da Serino, piccolo comune in provincia di Avellino.



Martedì 13 agosto
Presentazione e proiezione del film
Un passo avanti - La storia di Roberta Escamilla Garrison come contributo alla relazione tra jazz e danza

di Andrea Polinelli

Il lavoro che viene presentato dall’autore è un film-documentario con interviste e parti significative di performances riguardanti la danzatrice-coreografa americana Roberta Escamilla Garrison, tuttora attiva a Roma, con il contributo di tanti degli artisti ed operatori che hanno collaborato con lei nei suoi 35 anni di carriera italiana. Non solo un’opera biografica realizzata come un “instant movie” dunque, ma anche l’insieme di una serie di proposte di riflessione sul rapporto tra composizione ed improvvisazione e su quali possano essere le implicazioni riguardanti il divenire delle forme espressive quando la musica improvvisata incontra il movimento e la danza improvvisata incontra il suono. E’ uno spaccato sull'attività di "performance", termine genericamente non compreso nella sua complessità e insufficiente nel descrivere, in modo spesso purtroppo non documentato, il fare arte.
Oltre alla Garrison che racconta se stessa, il suo ambiente, il perché ha sempre voluto relazionarsi con la musica per mezzo dell’improvvisazione, sono presenti le riflessioni e la musica di:
Nicola Alesini, Simonetta Alessandri, Donatella Bertozzi, Eugenio Colombo, Paolo Damiani, Maria Pia De Vito, Alice Drudi, Ettore Fioravanti, Rossella Fiumi, Joy Garrison, Matthew Garrison Maya-Claire Garrison, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Lamberto Ladi, Rita Marcotulli, Agnes Martin, Marco Melia, Antonello Salis, Luca Spagnoletti, Ian Sutton, Stefanella Testa, Giovanni Tommaso, Richard Trythall, Dino Verga.
L’opera è impreziosita dalla partecipazione di Jack Dejohnette.


Radiotrio

Marco Siniscalco: bassi elettrici e live electronics
Enrico Zanisi: pianoforte
Emanuele Smimmo: batteria e percussività

RadioTrio si ispira al divertimento che ogni radio offre ai propri ascoltatori, un mix continuo e selezionato di brani che spesso hanno in comune solo il background stilistico. Il bello per chi ascolta è il ritrovare pezzi conosciuti che non si sentivano da tempo oppure scoprire brani che non si conoscevano e rimanerne ammaliati.  RadioTrio attinge il suo repertorio dal mondo del rock storico; coniuga tutta l'energia di cui è capace il Rock con tutta l'eleganza che caratterizza il Jazz. I brani sono i più vari della migliore tradizione rock, da Emerson, Lake & Palmer a Tom Waits, dai Led Zeppellin ai Genesis, da Jimi Hendrix a Bruce Springsteen e via di seguito. La libertà d'interpretazione è totale, come insegna il Jazz, e contempla l'improvvisazione nel senso più moderno del termine, come contaminazione, citazione e creazione di nuovi orizzonti. Il senso della canzone è garantito dal rispetto delle melodie originali, che sono il vero filo conduttore delle avventure musicali in cui i tre si lanciano.  Una sintesi possibile grazie al trascorso musicale di ognuno dei tre componenti del progetto “Radio Trio” al fianco di grandi figure artistiche della scena rock/jazz (Patti Smith, Tommy Emmanuel, Andy Sheppard, Cuong Vu, Phil Markowitz, Kenny Wheeler, Eumir Deodato, Sheila Jordan, David Liebman, ecc.) E la parola d'ordine per i tre musicisti così come per il pubblico in ascolto è Divertimento allo Stato Puro.


Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Agosto 2013 07:48

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