Saviano ad Anagni parla della cocaina come del «nuovo petrolio»: le impressioni dalla platea

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ANAGNI - Seduta sugli spalti dell'auditorium della mia scuola ho atteso con ansia l'arrivo di Roberto Saviano, l'uomo che ha fatto della scrittura un arma all'apparenza innocua, ma che riesce a scalfire gli animi. La mia curiosità era tale che non riuscivo ad immaginare come fosse: magari un uomo con molte pretese, che pone il suo io al centro di una conversazione... Invece non è stato niente di tutto ciò: sentirlo parlare è una lode alla giustizia, ti trasmette la sua voglia di denunciare le ingiustizie sociali e soprattutto di combatterle.

Lui vuole far capire il vero senso degli avvenimenti, come Pirandello vuole rendere la realtà: Pirandello lo fa tramite la rappresentazione teatrale, Saviano con occhio attento indaga i meccanismi più profondi, sfuggevoli alle masse, che regolano la realtà mettendoli nero su bianco.
Mi è rimasta impressa una frase che ha detto: «Non bisogna limitarci ad osservare e capire cosa sono le organizzazioni mafiose, dobbiamo smantellare i miti dei capi e guardare oltre!
Non continuiamo a camminare a testa bassa, a guardare la vita con occhiali di cemento!!»
Saviano ci dà la chiave di lettura della vita, dobbiamo solamente coglierla e rivoluzionare la società. Mentre parlava, ricollegandomi sempre a Pirandello, ho avuto la sensazione che fosse il burattinaio che, dopo la lacerazione del cielo delle marionette, le abbia prese una ad una e portate fuori.Il mondo è migliore se assaporiamo il vero senso della vita, senza essere manovrati. Il senso di abbandono dell'umanità può essere risolto abbandonandoci alla lettura dei suoi libri.
Basta lamentarsi dei raccomandati, delle imprese che non funzionano più!! La colpa è stata nostra, della nostra omertà, abbiamo venduto la nostra intelligenza, ed ora ne stiamo raccogliendo i frutti.
Per quanto riguarda il nuovo libro, "ZeroZeroZero" , racconta di come la cocaina è presente in tutti gli angoli della Terra: Africa, Asia, Oceania, Europa... In Italia.
Non commettiamo l'errore di chiudere continuamente gli occhi. Si fa di cocaina il politico, il magistrato, il commercialista, il cassintegrato, il ragazzo di venti anni. L'idea comune è: tanto non ne sono dipendente; lo faccio per rendere meglio al lavoro o per sentirmi in estasi per un po'. C'è chi si indebita per comprare la cocaina. Si investe nel mercato della cocaina poiché i guadagni superano quelli del petrolio. 1.000 € in un anno riescono a produrre 182.000€…e noi che ci chiediamo ancora perché non usciamo dalla crisi, basterebbe riflettere!

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Ultimo aggiornamento Domenica 26 Maggio 2013 13:52

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