La presenza delle aziende laziali al Vinitaly è curata dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio dove il Vinitaly rappresenta il più importante capitolo d’investimento economico e da Arsial, l’agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura nel Lazio. Sulla qualità delle etichette doc e Igt nulla questio, visto il crescente mercato anche internazione sul quale si sta imponendo, ad esempio, il vino Cesanese. Se si confrontano, invece, i dati sulla quantità di vino prodotto in Ciocaria nel 2007, pari a 67mila ettolitri, con quelli di altre province si vede il distacco della nostra produzione (rispetto al milione di ettolitri della provincia di Roma, ai 337mila di Viterbo e 293mila di Latina). Numeri bassi che il presidente del Consorzio di tutela del vino Cesanese attribuisce in parte al fattore ambientale che nel 2007 ha influenzato la raccolta delle uve. “Vero è, invece, che si è bloccato il processo di espianto dei vigneti e che ne sono stati impiantati dei nuovi proprio nelle zone dove si coltiva il Cesanese. Per vederne i frutti basterà aspettare la vendemmia del 2009 o al massimo del 2010. Per il futuro – aggiunge Perinelli - fa ben sperare anche la partecipazione nel Consorzio del Cesanese di nuovi produttori che non lo sono solo di uve ma dell’intera filiera vitivinicola. Come segnale positivo, infine, vorrei citare la presentazione avvenuta la scorsa settimana al Palatium di Roma: è la prima volta nel Lazio che si fa un’anteprima del Cesanese”. (da: IlMessaggero)
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