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Trevi, reperti archeologici dell'Aniene in mostra

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Sample ImageTREVI NEL LAZIO - Si è svolta sabato scorso all’interno del Castello Caetani di Trevi nel Lazio, l’inaugurazione dell’esposizione “Tesori ritrovati L’alta valle dell’Aniene in mostra”, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio congiuntamente all’Amministrazione comunale di Trevi nel Lazio, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e dell’Università di Roma “La Sapienza”. Una mostra che sottolinea, una grande ricchezza archeologica che la Valle dell’Aniene, che contribuisce a dar forza alla verità sulle origini degli abitanti di questa splendida valle, proseguendo l’eccezionale scoperta legata al ritrovamento casuale anni fa, di 23 scheletri del Neolitico antico (5.400 a.C.) in un condotto secondario e di difficile accesso della grotta Mora Cavorso a Jenne, altro Comune della Valle limitrofo a Trevi.

Un autentico cimitero, dove per almeno un paio di secoli una piccola comunità di pastori nomadi ha seppellito i propri membri. Ma non è stata questa l’unica scoperta. I frammenti di vasi trovati hanno mostrato infatti una modalità di decorazione più simile a quella in voga Abruzzo, ovvero al di là della catena montuosa dei Simbruini che divide le due regioni. Trevi nel Lazio, in questo contesto rappresenta un importante polo pre-romano di rilievo, i cui scavi archeologici stanno permettendo di capire quanto la popolazione attuale discenda dal grande insediamento equo, e i reperti esposti nella mostra inaugurata sabato delineano il percorso che finora è stato seguito.
«L’augurio –ha commentato la dott.ssa Maria Grazia Fiore della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio - è che la mostra sia l’occasione per valorizzare gli interventi promossi dalla Soprintendenza in questo territorio: grazie alla sinergia tra tutte le istituzioni e alla sensibilità dell’Amministrazione Comunale, speriamo di portare a conoscenza del grande pubblico la ricchezza della valle dell’Aniene e fare in modo che questa diventi la più efficiente e valida alternativa al circuito del turismo romano».
L’esposizione,  si avvale inoltre di un prestigioso Comitato Scientifico composto tra l'altro da: la  Dott.ssa Marina Sapelli Ragni (Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio) che si è detta molto soddisfatta del lavoro che è stato svolto e che il suo ufficio seguirà con interesse l’evoluzione delle ricerche, il Prof. Mario Federico Rolfo (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), che ha dato le certezze sulle ricerche che si sono svolte all’interno del comune di Jenne.
Dopo un momento illustrativo dell'esposizione durante il quale il Sindaco di Trevi Pierfilippo Schina, è intervenuto sottolineando la sua soddisfazione, per il lavoro svolto ringraziando i colleghi sindaci della Valle dell’Aniene per la collaborazione, si è passati alla visita della mostra. Il numeroso pubblico presente tra i quali l’Abate di Subiaco mons. Mauro Meacci, il commissario del Parco dei Monti Simbruini Maurizio Lucidi, il Sindaco di Piglio Tommaso Cittadini, il Sindaco di Arcinazzo Romano Giacomo Troja, il Presidente della XII Comunità Montana Achille Bellucci e il consigliere provinciale Mario Felli, è stato condotto nella visita della mostra che si articola in 2 sale.
La prima è dedicata alla grotta di Mora Cavorso a Jenne e alla rocca di Cervara di Roma. Le recenti indagini, svolte dall’Università di Roma “Tor Vergata” presso la cavità di Cavorso, hanno contribuito in maniera considerevole a fare luce sulla Preistoria nell’alta valle dell’Aniene e nel Lazio in generale; gli scavi condotti dall’Università di Roma “Sapienza” presso la rocca di Cervara, hanno restituito una incredibile traduzione materiale di quanto attestato nei documenti sublacensi riguardo l’evoluzione di questo importante insediamento castrale.
La seconda è dedicata interamente a Trevi nel Lazio con la presentazione del nuovo allestimento di 5 capitelli a quattro facce con palmette, rinvenuti ai piedi del moderno abitato, verosimilmente pertinenti un tempio di epoca repubblicana; sarà inoltre esposto, per la prima volta, un ricco deposito votivo (III a.C.) rinvenuto in località S. Nicola e uno splendido capitello a volute. E’ seguito dunque un buffet allestito nella sala del trono, e dunque il concerto eseguito dal duo Bottini-Oi.

La mostra potrà essere visitata fino al prossimo 9 aprile.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Gennaio 2012 01:26

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