Cinipide, dall'Asia una minaccia per il castagno

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Sample ImageFIUGGI - Una nuova patologia minaccia il castagno: l'area intorno a Fiuggi, per la sua particolare vocazione, è particolarmente interessata al settore. Il pericolo deriva dell'introduzione dall'Asia di un insidioso insetto, ormai comunemente indicato come "cinipide", un imenottero di origine asiatica (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu) introdotto nel 1997 in alcune aree del Piemonte e da lì diffuso in ormai quasi tutt’Italia viaggiando sul materiale di propagazione non certificato (venduto per lo più da ambulanti o da privati non tecnici).
Lo trattiamo subito, alla prima puntata di queste note, perché siamo nei mesi in cui si acquistano e mettono a dimora le nuove piantine, e l’unico metodo veramente efficace per combattere questo cinipide è di prevenire il suo ingresso nei nostri frutteti, verificando che il materiale di propagazione che si acquista (siano selvatici, siano astoni cioè piante già innestate, siano marze con cui si innesterà da febbraio) sia sano, cioè sia corredato dal “passaporto verde” che i vivaisti sono obbligati ad emettere per la specie castagno. Tanta prudenza è davvero necessaria per evitare l'uteriore diffusione del parassita.

L'identikit del cinipide
Sample ImageL’adulto è una piccola vespa, lunga 2-2,5 mm, nera con zampe un po’ giallastre; è presente nei castagneti da inizio giugno a fine luglio (è monitorato con le comuni trappole-esca gialle usate per la mosca delle olive). Ogni femmina è partenocarpica (cioè genera senza l’intervento del maschio), depone fino a 250 uova nelle gemme (laterali e apicali) dei germogli del castagno, sempre tenendo la testa rivolta alla base della gemma. Sulle gemme, attorno ai fori compaiono areole rosse, spesso visibili dall’esterno con una buona lente d’ingrandimento; con la quale, sezionando la gemma con una lametta, si possono riscontrare le uova raggruppate. La schiusura delle uova e lo sviluppo larvale sono molto lenti: in autunno e inverno le larve crescono pian piano, e in primavera, alla ripresa vegetativa della pianta, sui germogli colpiti si formano galle, di forma irregolare, colore da verde a rosso più o meno acceso, che si ingrossano sino a qualche centimetro. Sezionandole, dentro ogni galla vedremmo 7-8 celle in cui le larve si impupano e da cui gli adulti poi escono in giugno, forandole.
Queste infestazioni possono compromettere gravemente sia lo sviluppo delle piante (che non muoiono ma deperiscono, non sviluppano germogli di crescita e di rinnovo), sia la produzione (infatti non si formano gli organi fiorali, cioè né gli amenti né i cardi).

Come contrastare la diffusione del cinipide
L’unica forma di lotta applicabile al momento nell’area di Fiuggi, consiste nel prevenire, ma poi anche nel controllare le piante frequentemente (soprattutto al risveglio vegetativo), nel tagliare e subito bruciare gli organi vegetali infestati, da fine luglio al maggio successivo. Nel dubbio, immediatamente vanno segnalati al Servizio Fitosanitario Regionale (fax 06 51686828, Roma, via Lanciani) i casi sospetti e la provenienza degli astoni di castagno acquistati di recente.
Sample ImageLa lotta con insetticidi ha dato scarsi risultati in Piemonte; in Campania s’è visto che trattando ripetutamente con insetticidi ad ampio spettro si abbattono le infestazioni di cinipide, ma si causano gravi conseguenze: esplodono gli attacchi di acari e, dopo di questi, avanza lo Stethorus, pericoloso coleottero parassita del castagno. Inoltre si uccidono molti parassitoidi (già i soli piretroidi eliminano troppa entomofauna utile!), preziosi perché vivono a spese dei parassiti. Occorrerà dunque selezionare individuare prodotti altamente selettivi contro il cinipide. Nel frattempo, non esistendo prodotti registrati contro il cinipide, ogni lotta va considerata illegale.
La lotta biologica ha dato risultati molto promettenti con l’introduzione dal Giappone del parassitoide specifico Torymus sinensis, che là in quel Paese ha permesso di contenere l’infestazione di Dryocosmus al di sotto della soglia di danno (corrispondente al 30% dei germogli infestati). Nell’Università di Torino l’Istituto di Entomologia Agraria studia il problema dal 2002 e ha allestito “aree di moltiplicazione” di Torymus, che sta già “lanciando” in varie regioni italiane: il prof. Paparatti dell’Università di Viterbo sta introducendo il Torymus nell’area castanicola di Segni. Proseguono intanto gli studi su altri parassitoidi già segnalati in Italia, e su nuovi.
Infine va segnalato il filone di ricerche basate sulla resistenza varietale, perché s’è visto che nelle gemme della cultivar Bouche de Betizac (ibrido eurogiapponese) le larve del Dryocosmus muoiono: si stanno facendo indagini sui motivi della resistenza e incroci per studiare la trasmissibilità genetica del carattere di resistenza.
Insomma, per effettuare una efficace lotta agronomica contro questo dannosissimo parassita occorre certo (oltre ai tecnici e ai finanziamenti pubblici) un’ampia partecipazione degli stessi castanicoltori.

Prossimi approfondimenti sulla castanicoltura da frutto
Crediamo che possa essere utile, ai lettori e innanzitutto a chi in zona coltiva castagni, disporre di notizie relative alla castanicoltura da frutto, in un momento in cui l’argomento è tornato alla ribalta in ambito ambientalistico, agronomico, mercantile, nutrizionista e culinario. Inoltre è ben noto che i castagneti di Fiuggi e del circondario costituiscono un elemento essenziale delle caratteristiche edafiche e paesaggistiche dell’area, utilissimi anche nel contribuire a determinare le peculiari ottime caratteristiche salutari dell’ambiente e delle acque che rendono Fiuggi tanto famosa e tanto frequentata.
L’idea (arrivata una sera gustando tra amici le buone caldarroste nostrane) è di fornire, in una breve serie di note, ognuna dedicata a uno specifico argomento, dati conoscitivi aggiornati, curando che gli aspetti tecnici e scientifici siano corretti, così che chi volesse cercare poi di approfondire le conoscenze (studenti, operatori commerciali ecc) sappia usare le parole giuste, la giusta terminologia per rivolgersi e chiedere ai tecnici o agli esperti (ad esempio degli uffici agricoli regionali, delle scuole professionali, degli enti di ricerca, su internet ecc.).
Su questi argomenti abbiamo molte e recenti notizie, perché il 16 ottobre scorso, a Cuneo, si è concluso il 5° Convegno Nazionale sul Castagno, abbinato al 1st European Congress on Chestnut, in una manifestazione unica nominata Castanea 2009, collegata alla Fiera del Marrone di Cuneo. La partecipazione di 22 delegazioni straniere ha permesso di fare il punto sulla situazione mondiale, in 85 relazioni e comunicazioni orali, 110 poster, visite tecniche a frutteti e industrie di lavorazione delle castagne e industrie dolciarie, agriturismi ed altro, con dimostrazioni in campo di macchine operatrici e di potatura.
Insomma: le novità nel settore non mancano: vi terremo aggiornati!

Vedi anche:
Lazio, parte la lotta contro il cinipide del castagno
Cinipide, cos'è e come combatterlo: le ultime novità sulla lotta alla vespa cinese
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Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 20:38

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