ACUTO - Pubblichiamo di seguito la relazione sulla condizione giovanile ad Acuto elaborata a partire da un inchiesta condotta dall'associazione culturale "Ciociaria nel Tempo", a seguito della quale si è avviato, la scorsa settimana, un dibattito abbastanza vivace sulle iniziative da intraprendere in favore dei giovani e delle attività giovanili attive sul territorio comunale.
In particolare è stata avanzata la proposta di creare una "Consulta giovanile" comunale con l'obiettivo di monitorare le esigenze dei giovani e favorire la comunicazione tra questi e le istanze istituzionali comunali.
L’Associazione Culturale Ciociaria nel Tempo ha svolto una indagine statistica tra i giovani di Acuto per conoscere le problematiche specifiche della gioventù locale. Vale la pena di dire che l’obiettivo e’ stato ampiamente raggiunto, le risposte dei giovani ci permettono di conoscerli meglio e di apprezzare i valori che esprimono. Sento il dovere di ringraziare tutti i giovani che hanno partecipato all’iniziativa e in particolar modo Antonio Santonico per la collaborazione che ha dato all’Associazione nel presentare e nel raccogliere i questionari. Con questa iniziativa, abbiamo raggiunto dei risultati che giudichiamo soddisfacenti, perché ora conosciamo di piu’i giovani di Acuto e non possiamo fermaci a questo dato,oggi si apre una fase successiva, che e’ quella del dialogo con i giovani da portare all’interno di tutta la società acutina e non possiamo interrompere il dialogo iniziato se vogliamo contribuire a creare localmente un clima di piena serenità.
L’Associazione avrebbe potuto presentare un questionario, piu ricco e piu’ articolato di domande, che avrebbe dato una visione piu’ profonda della condizione giovanile locale, ma volutamente, abbiamo evitato questi approfondimenti, perche’ il nostro scopo primario e’ quello di capire e conoscere l’essenziale della condizione giovanile locale, di avviare la presentazione reciproca nel segno dell’amicizia. Agli approfondimenti , puo’ essere utile il dialogo successivo che si sviluppera’ con iniziative future, che ci auguriamo siano prossimamente, prese,ideate e sostenute congiuntamente da tutti i centri sociali esistenti ad Acuto ed organizzate dai giovani di oggi, nei confronti dei giovani di domani,per formare una catena umana continua, tale da non far sentire più nessun giovane solo.
Come Associazione siamo convinti che da soli non riusciremo a risolvere i problemi posti dalla gioventù acutina, occorre infatti, la partecipazione cosciente e non solo numerica di tutti i centri sociali. Occorre l’impegno delle famiglie in primo luogo, della scuola, delle associazioni culturali, di quelle di categoria, occorre sentire la parola degli anziani,della parrocchia, dell’amministrazione comunale, delle Forze di Polizia.Occorre accettare i comportamenti innovativi che nascono nelle relazioni sociali, purché non stravolgano i valori della cultura italiana ed europea. Dobbiamo comportarci in modo da salvaguardare la nostra entità nazionale e locale. La società multietnica in cui viviamo, non deve essere sentita come un peso, deve ricordarci le necessità dei nostri antenati emigranti in America e farci ricordare di essere stati anche noi un popolo di emigranti. Dunque oggi non possiamo e non dobbiamo rifiutare il confronto con la cultura degli emigrati, purché esso avvenga nel rispetto reciproco delle proprie identità. Teniamo presente, inoltre, che se si dovesse affievolire la nostra identità, se si dovessero attenuare i nostri colori nazionali,finiremmo per non comprenderci neppure tra italiani, pertanto il momento storico che attraversiamo deve essere vissuto intensamente nell’italianità per mantenere salde le nostre radici. L’abbandono delle proprie radici da parte del singolo o di una comunità innesca sempre un processo di deviazione, di smarrimento,di confusione e il contemporaneo abbandono delle tradizioni. E’ un po quello che e’ successo in Italia negli anni del completamento della società industriale. A quel tempo la società rurale e contadina si stava spegnendo, progressivamente e inesorabilmente si sono persi i suoi costumi, le usanze, le tradizioni, l’economia e il modo di vivere proprio dei contadini. La famiglia si e’ andata trasformando con il lavoro in fabbrica dell’uomo e della donna, modificando i rapporti tradizionali, sono cambiati progressivamente anche i ruoli all’interno di essa, e arrivo’, come si diceva allora, il benessere solo economico introducendo le cause che hanno portato disagio sociale e familiare sino ai nostri tempi, allora nacquero i movimenti di contestazione,che non hanno innovato la famiglia tradizionale
e illusoriamente si è creduto di poter andare avanti ugualmente senza accorgersi che nel contrasto comportamentale dei figli verso i genitori nelle famiglie avanzava solo l’incomprensione e l’incomunicabilità tra genitori e figli . Infatti, dal risultato dell’indagine della condizione giovanile locale, l’incomunicabilità e’ un fenomeno consistente considerando che su 59 intervistati il 31 ℅ dei giovani sostiene di non dialogare con nessun familiare. Questa condizione e’ conseguenza del disagio familiare e sociale nato dallo sfascio dei valori della civiltà contadina. La vita del giovane si prospetta difficile sia all’interno della famiglia che nella società, se si valuta poi il fatto che la società moderna e’ fatta di una economia dei servizi in consistente espansione, il giovane nell’inserirsi nel mondo del lavoro può trovare disadattamento a rapportarsi con gli altri anche perché questi sono degli sconosciuti che cambiano cantiere giorno dopo giorno. Nella società civile che non pone dipendenze, che lascia il giovane più libero nei suoi comportamenti, il giovane
che non ha un normale dialogo familiare e sociale si associa nei gruppi composti da giovani che hanno gli stessi problemi, e in questo habitat sociale, degradato con motivazioni diverse da singolo a singolo, si reagisce in modo sbagliato imboccando la strada della droga, dell’alcool, delle deviazioni sociali, ideologiche e sessuali. Quando si presenta questa situazione non possono essere le forze di polizia da sole ad affrontare il problema, perché non lo risolvono, anzi, il giovane “ diciamo sbandato” nella figura del poliziotto non vede un amico che vuole riportarlo alla normalità, ma vede un nemico da odiare e da combattere. I cosiddetti centri definiti sociali che di sociale non hanno nulla costituiti oggi , nelle grandi città metropolitane da giovani superviziati portano solo a mantenere la gioventù lontana dai veri e giusti interessi sociali e conducono chi li frequenta verso la facile possibilità di entrare in contatto con la droga e l’alcool. I veri Centri Sociali che formano gli adulti di domani sono quelli tradizionali, come: la famiglia, la scuola, le associazioni, gli anziani, le parrocchie, gli assistenti sociali, le amministrazioni comunali, le forze di polizia, lo Stato che possono instaurare un dialogo costante con i giovani ,che insieme ai giovani possono darsi strutture ove prendere iniziative volte a discutere le problematiche sociali e giovanili e giungere alle soluzioni. La proposta che intendiamo fare, poiché crediamo sia quella più idonea ad affrontare il problema sul territorio di ogni Comune, e’ l’istituzione di una CONSULTA SOCIALE COMUNALE, alla quale dovrebbero prendere parte:una delegazione di giovani, il Sindaco o chi per lui, l’assistente sociale, una delegazione di genitori, una delegazione di anziani, le associazioni del luogo comprese quelle di categoria,una delegazione di insegnanti, i parroci, una delegazione delle forze dell’ordine, un delegato della Regione. La Consulta Sociale Comunale dovrebbe essere una organizzazione di volontariato capace di sviluppare il dialogo, l’orientamento e le iniziative tra i giovani con il minimo della spesa. Senza il coinvolgimento della società locale non si riuscirà mai a migliorare la condizione giovanile e i problemi legati alla sicurezza. Dai dati raccolti con il questionario, il dialogo fuori dalla famiglia, e’ presente tra gli amici di scuola e di strada , ma si sviluppa in proporzioni differenti, con gli amici di strada e’ il 75,50 ℅ con gli amici di scuola e’ il 24,50℅. Questo dato esprime il minimo interesse ad approfondire lo studio delle materie scolastiche colloquiando con i compagni di scuola dopo le lezioni. Questo e’ un punto da approfondire con un ulteriore questionario volto a capire il metodo adottato dai docenti nell’insegnare le varie materie scolastiche. A noi pare di poter dire che la scuola non usa una fase di approfondimento e verifica dell’apprendimento delle materie con il metodo della interrogazione di gruppo. L’interrogazione e’ rivolta al singolo studente, quelli bravi si trovano sempre a loro agio, quelli meno bravi si possono sentire emarginati e senza la minima opportunita’ di recuperare le lacune ascoltando in gruppo quelli più bravi. Questa situazione e’ espressa anche dai dati riguardanti il gradimento delle materie scolastiche. Viene alla luce che, il docente che meglio si rapporta con le aspirazioni di apprendimento dei giovani, nell’insegnare la propria materia, nel renderla viva e utile e quello che più di altri crea l’interesse allo studio.Infatti su n. 38 preferenze espresse per le varie materie la percentuale di ogni singola materia e’:
Matematica 31,60- Filosofia 15,80 – Italiano 15,80 – Fisica 10,80 – Storia 5,30 – Inglese 6,30
Chimica 5,30 –Latino 2,60 – Fisica astronautica 2,60 – Sistemi 2.60 – Microbiologia 2,60-
Ragioneria 2,60 – Architettura 2,60 – Gli intervistati hanno dato le seguenti risposte di principio: PIACE LA MATEMATICA perche’” sviluppa la mente. Perche’ serve a ragionare. Perche e’ semplice e immediata. Perche applicata all’elettronica ha delle correlazioni storiche”.
PIACE LA FILOSOFIA perché ti insegna a uscire fuori dai luoghi comuni. Perché ti fa capire i problemi dell’uomo. Perché ti insegna a ragionare. Perché si possono meglio comprendere i valori della vita, ma oltre l’insegnamento della filosofia a scuola si dovrebbero fare lezioni di etica, di sociologia, di politica, cosi si avrebbero programmi sufficienti”. PIACE LA LINGUA ITALIANA con riferimento al poeta Dante Alighieri. Gli studenti intervistati di eta’ tra i 14 anni e i 24 anni sono n.58 di questi il 48,30 ℅ (n.28) prosegue gli studi superiori o universitari, il 51,70 ℅ (n.30) terminata la scuola pensa di lavorare. Tra quelli che vogliono lavorare il 70 ℅ (n. 21 ) non sa che lavoro fare, mentre il 30 ℅ (n. 9 ) vuole fare i seguenti lavori : n. 2 elettricista, n. 2 cuoco, n. 1 operaio, n.1 poliziotto, n. 1 hostess, n.1 vocalista, n. 1 D J.
Emerge un primo dato di disorientamento verso le opportunità di lavoro. Bisogna capire, se sono i giovani che non si informano, o se non funzionano come dovrebbero gli sportelli pubblici demandati a orientarli verso il lavoro. Occorre anche chiarirci le idee sullo sviluppo possibile del territorio, per permettere ai giovani di avere più opportunità di lavoro vicino al Comune di appartenenza. Ma questo potrebbe essere materia di discussione di un’altra assemblea alla quale dovrebbero sentirsi in dovere di partecipare i vari politici della Regione. Dai giovani intervistati il mondo del lavoro viene percepito come ostico e in questo senso la percentuale e’ elevata. Quelli che non hanno bisogno di raccomandazione sono il 54 ℅ (n. 27).Quelli che invece hanno bisogno di raccomandazione sono il 46 ℅ (n.23).
C’e’ da dire che anche i giovani che non vogliono la raccomandazione ma vogliono formare un’impresa , non conoscono le modalità attraverso le quali costituirla. Risulta pertanto una scarsa informazione riguardo al mondo del lavoro. L’ 88 ℅ e’ disposto a trasferirsi all’estero per lavoro ma da quanto affermano riguardo alle difficoltà e alla conoscenza delle lingue estere studiate sufficientemente, appare chiaro che trattasi solo di una visione e non di una volontà maturata. Si sa poco dei Paesi esteri ,delle difficoltà a capire le lingue parlate sul territorio estero, che per fonetica ed espressioni sono alquanto diverse da quelle studiate a scuola. Resta positivo il fatto che il 71,20 ℅ ha interesse a frequentare un corso di lingua inglese. Occorre molto dialogo per fare in modo che i sogni attuali si avvicinino alla realtà. Sono comunque bravi giovani che hanno bisogno di una maggiore preparazione per affrontare il mondo del lavoro.
L’associazione sta operando per avere l’assegnazione di un corso di lingua inglese tenuto da insegnanti di madre lingua. Speriamo di riuscirci.
Occorre anche sapere che tipo di lavoro si può trovare in Italia e che tipo di lavoro si pensa di trovare all’estero. Per questo c’è un portale su internet che riporta le offerte di lavoro nominato “CERCA LAVORO”, sono aziende che pubblicano inserzioni di lavori quasi sempre di breve durata. Per il lavoro bisogna responsabilizzare la politica e anche questo sarà oggetto di discussione in un altra assemblea, in cui la partecipazione di politici di varie tendenze, sarà necessaria per prospettare una politica per i giovani indirizzata alla risoluzione delle necessita’ giovanili. Noi siamo disposti a partecipare ai dibattiti che affrontino seriamente scelte concrete a favore dei giovani , che non possono essere solo le scelte del voto a 16 anni, ma debbono essere scelte che preparino i giovani per essere inseriti nell’Amministrazione Pubblica dopo averli formati in una Scuola Centrale con indirizzo amministrativo e giuridico da costituire quanto prima.
Riprendendo in esame la possibilità di lavorare all’estero, ammesso che gli intervistati abbiano veramente espresso una esigenza e non solo un’opinione va precisato che senza la conoscenza perfetta della lingua del Paese o dell’inglese, non si riesce ad andare da nessuna parte, si puo’ partire solo come turisti! Per una integrazione sociale effettiva occorre comprendere ed essere compresi immediatamente senza il minimo indugio. Se non si sono avute esperienze dirette, di scambi culturali con persone straniere, non ci si rende conto che la lingua estera studiata a scuola e’ limitata, in quanto l’insegnamento risulta troppo didattico, poco confacente al parlare quotidiano. L’Italia, tra i paesi dell’UE, e’ posta al penultimo posto per la conoscenza delle lingue estere. Meno di un milione di italiani parlano bene una lingua estera, e questo ci deve far riflettere sulla necessita’ di approfondire lo studio delle lingue per una totale integrazione nell’UE. Il dato che emerge, per quanto riguarda l’uso del computer e’ positivo, non solo per il fatto che a usarlo e’ il 93,20 ℅ degli intervistati, ma anche perché il 62℅ invia posta elettronica e il 71 ℅ fa’ ricerca su argomenti sono vari e si deduce che gli intervistati sono ragazzi educati e normalissimi. Negli argomenti oggetto della ricerca, al 38 ℅ si attestano le materie scolastiche, al 38 ℅ la musica, al 23 ℅ gli argomenti generali. Gli argomenti esistenziali richiamano l’attenzione del 65 ℅ degli intervistati e sono oggetto di discussione tra coetanei e amici nella misura del 47,30 ℅ e per la percentuale del 47,30 ℅ la religione Cristiana spiega l’esistenza. E’ da concludere che per il 47,30 ℅ degli intervistati, l’esistenza e’ saldata alla spiritualità Cristiana. Quelli che non si pongono problemi esistenziali rappresentano il 35,10 ℅ degli intervistati , quelli che non hanno dato risposta rappresentano il 7,60 ℅ .Il questionario non ha proposto domande di approfondimento a quelli che non si pongono problemi esistenziali quindi per questi non abbiamo nulla da riferire. Invece possiamo dire che parlare di sesso, per i giovani, non e’ più un tabù, sono apertissimi e sostengono che e’ bene parlarne con tutti e senza reticenze. Alla domanda “ se le bravate riportate dalla cronaca accadute a scuola e commesse da ragazzi che hanno abusato di ragazzi e ragazze le ritenessero come azioni volte a superare il vivere civile “ ci sono state varie risposte che rispecchiano il pensiero di ogni singolo, queste risposte rappresentano la parte piu’ complessa e delicata dell’indagine perché esprimono il giudizio sui fatti ed evidenziano la capacita di analisi dell’intervistato. Sarebbe opportuno approfondire le diverse posizioni espresse con interventi diretti dei giovani intervistati da fare in questa Assemblea, cosi recupereremo una visione piu’ completa delle loro valutazioni anche perché non tutti hanno risposto. Infatti ha risposto il 56 ℅ non ha risposto il 44 ℅ quest’ultima percentuale non e’ trascurabile e pone la necessita’ di approfondire la discussione. Dal 35,60 ℅ il fenomeno con sfumature diverse viene visto come bullismo.Il 5,1 ℅ si esprime senza dare un vero giudizio e questo dato potrebbe sommarsi a quello senza risposta. Le ulteriori risposte che si sommano al giudizio espresso per il bullismo rivelano un giudizio alquanto variegato. I piu attribuiscono questi fatti
alla caduta “ DELL’EDUCAZIONE, DEL RISPETTO PER SE E PER GLI ALTRI, AL NON USO DELLA RAGIONE SULLA QUALE PREVALGONO GLI IMPULSI BESTIALI SOLLECITATI ANCHE DAL COMPORTAMENTO PROVOCATORIO DELLE RAGAZZE . ANCHE I MEDIA HANNO LE LORO RESPONSABILITA’ “
I giovani di Acuto non riescono a trascorrere il loro tempo libero in modo soddisfacente, si annoiano facendo su e giu per il paese, escono in gruppo con gli amici, buona parte si rifugia nella pineta, solo alcuni poi dicono di fumare e di bere . Sono pochi quelli che passano il tempo libero facendo sport , chi esce con la sua ragazza, chi afferma di “salvarsi”(dalla noia) perche gli piace suonare e sentire musica, altri fanno ricerche sul compiuter. La causa di questo disadattamento sociale,dicono, e’ da attribuirla alla mancanza di un Centro Giovanile e si dichiarano disposti a frequentare corsi di pittura, di musica ,di oggettistica e della lingua inglese qualora si tenessero. Alla domanda“ perche’ molti giovani passano il tempo libero con una bottiglia di birra in mano lungo le scalette dell’edificio scolastico”, rispondono che il paese non offre nulla e non c’e’ niente di meglio da fare. Tra le varie idee su come aiutare queste persone emergono : star loro vicino, parlare con loro, organizzare un centro per aiutarli ecc. Molti pero’ rispondono con indifferenza, rabbia e menefreghismo. Secondo TUTTI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEL PAESE NON HA FATTO NIENTE PER I GIOVANI DI ACUTO E PENSANO CHE DEBBA FARE DI PIU’. Da questa intervista emerge un alto grado di insoddisfazione e rabbia, verso l’istituzione comunale e il mondo degli adulti in quanto non sono stati in grado di creare degli spazi e delle iniziative adatte ai giovani.
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