FROSINONE - Nicola Migliozzi espone a Frosinone, in una personale dal titolo “Miraggi e Paesaggi Onirici”. L'originale artista campano, ormai diventato assiduo e gradito frequentatore del panorama culturale cittadino, esporrà alcuni suoi nuovi lavori sempre realizzati con la personalissima tecnica della pittura su pietra lavica.L’iniziativa, presentata dal Sindaco Michele Marini e dall’Assessore alla Cultura Narciso Mostarda, trova il suo maggiore motivo di interesse proprio nella particolare materia utilizzata per la creazione delle opere pittoriche, e che rappresenta la prima a carattere artistico-figurativo organizzata presso la sala espositiva della Casa della Cultura (ex “Mattatoio”), si colloca infatti in continuità con le altre analoghe già patrocinate ed organizzate dall’Amministrazione presso il Museo Archeologico Comunale negli anni 2007 e 2008.In effetti, anche in questo caso il “supporto”, appunto la pietra lavica, supera la propria definizione tecnica (che lo vede in posizione quasi secondaria rispetto all’opera creata) per diventare parte integrante del momento compositivo. Le nuove “visioni” di Migliozzi presentano anzi un’ulteriore integrazione tra il cromatismo delle immagini e la superficie delle lastre in cui si è condensata nei secoli la magmatica linfa vitale della Terra.L’esposizione, che si sviluppa attraverso un’affascinante sequenza di “tavole di pietra” caratterizzate da una serie di multiformi “paesaggi onirici” che rappresentano lo sfondo dei “miraggi” dell’Artista, è stata inaugurata sabato 12 dicembre e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 20 dicembre dalle ore 16.00 alle ore 19.00, nonché nelle due domeniche del 13 e 20 dicembre e nella giornata di sabato 19 dicembre anche nella fascia oraria mattutina, dalle ore 10.00 alle ore 13.00.L’Amministrazione Comunale rinnova dunque l’invito a tutta la cittadinanza (e non solo) a partecipare all’inaugurazione di sabato prossimo 12 dicembre alle ore 17.00 presso l’“ex Mattatoio” – Casa della Cultura, per ri-scoprire l’attualità del Maestro Migliozzi che, utilizzando un supporto “scrittorio” offertogli dai millenni già trascorsi, reinventa continuamente, ma sempre nel solco della classicità, la propria espressione artistica, rifiutando consapevolmente le suggestioni superficiali e “modaiole” della fuggevole e rapinosa contemporaneità.
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