Ideato dal Padre Abate S.E. Mauro Meacci e coordinato magistralmente dal Direttore del Leoniano il Prof. Don Lorenzo Cappelletti e dal M° Luigi De Romanis docente emerito di S.Cecilia, il percorso mirava a fornire un bagaglio teorico-pratico essenziale come utile base per eventuali ulteriori approfondimenti, ma nello stesso tempo autosufficiente per chi volesse avvicinarsi da cultore e musicofilo a questo complesso repertorio.
Il corso apertosi ufficialmente con il saluto del M° Valentino Miserachs Grau, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra, si è articolato in una serie di lezioni storico-estetiche affidate al Prof. Cesare Marinacci (foto) docente della prestigiosa università vaticana, il quale sottolineando la concezione simbolico sacrale del ‘suono in se’ presso culture diverse e lontane fra loro, ha illustrato lo sviluppo del repertorio Gregoriano, prodotto di una lunghissima gestazione che partendo dalle liturgie giudaico-cristiane delle origini ed attraverso l’opera di selezione e di organizzazione di Gregorio Magno conosce una rigogliosa fioritura fino al X secolo quando, con il sorgere della polifonia, diviene infine fondamento tradizionale e tecnico del grande repertorio compositivo occidentale almeno fino al XVII secolo, giungendo, come un fiume carsico, ai nostri giorni . Non a caso la particolarità delle sue sonorità delle sue scale del suo ritmo fluido ha affascinato compositori d’ogni epoca, dall’antichità a Debussy, a Rachmaninov, a Schoenberg alla creatività contemporanea.
Il Prof. Ildebrano Scicolone del Pontificio Istituto Liturgico ha chiarito nelle sue lezioni lo stretto connubio tra espressione musicale e liturgia sottolineando come quest’ultima influenzi stile, forme, caratteri e tecniche compositive. Il settore tecnico interpretativo è stato affidato alle altrettanto esperte mani del M° Luigi de Romanis Docente emerito di Santa Cecilia il quale ha istruito gli allievi nella lettura e nella interpretazione della antica scrittura gregoriana, curando giornalmente le prove di concertazione, direzione ed esecuzione.
Oggi nel rinnovato clima di spiritualità vi è una riscoperta decisa di questo canto, legato sì indissolubilmente alla liturgia cattolica, ma allo stesso tempo fonte di pura espressione musicale e come affermano recenti studi medico scientifici, anche portatore di benefici effetti sul corpo umano a livello di stimoli sensoriali che contribuiscono a ristabilire una situazione di equilibrio psico-fisico. Dunque il Canto Gregoriano fa bene al corpo, alla mente ed allo spirito.
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