
La mannaia di Legambiente si abbatte inesorabilmente anche sulla città dei Papi. E’ infatti di questi giorni la pubblicazione dei dati sulla salute dell’aria pubblicati dall’associazione ambientalista, nel dossier “Pm10 ti tengo d’occhio”, in cui non si trascura il dato allarmante per Anagni: nel solo mese di febbraio risultavano già a quindici i giorni in cui si è superato il livello minimo consentito di presenza delle polveri sottili nell’aria.
Una soglia che, stando all’analisi di Legambiente, renderebbe la città dei Papi alla pari di quartieri popolosi di Roma come Cinecittà, Preneste o Bufalotta. Sotto accusa il traffico cittadino che nelle ore mattutine e del tardo pomeriggio impazza nelle arterie principali del centro cittadino, tra Viale Regina Margherita, via Vittorio Emanuele che attraversa il centro storico e le Circonvallazioni. Un livello di traffico che si aggiunge a quello delle grandi arterie periferiche della città e cioè via Anticolana e soprattutto via Casilina. Né sembra sortire effetti degni di nota il blocco del traffico nel centro storico in alcune ore del pomeriggio e l’obbligo del bollino blu per le auto che accedono al centro urbano. Si moltiplicano a dire il vero anche i controlli della Polizia locale ma la relazione impietosa di Legambiente non lascia spazio ad equivoci. Anagni avrebbe bisogno di un urgente piano organico di tutela dell’aria e di intervento per ridurre il traffico cittadino. Ma anche di interventi per la salute dei cittadini riguardo alla zona della valle del Sacco, dove sono noti i dati diffusi dopo alcuni rilevamenti delle autorità sanitarie sugli abitanti e gli sforzi del piano regionale del Commissario per l’emergenza. Interventi che andrebbero condivisi a livello istituzionale e con le forze economiche e sociali del territorio, oltreché con i cittadini.
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2009 10:30
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