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Ato5 e Valle del Sacco nel mirino delle associazioni

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Sample ImageLa bufera giudiziaria e politica che si è abbattuta sulla gestione del servizio idrico merita un’attenta e pacata riflessione. La società sta mutando. I partiti sono sempre più isolati e le istituzioni sono sempre più lontane dai bisogni della gente. Legalità e diritti sono calpestati impunemente da chi dovrebbe affermarli e tutelarli. I cittadini hanno capito che la loro tutela passa attraverso l’organizzazione di una rete autonoma di associazioni e di comitati diffusi sul territorio. Hanno capito che cambiare si può e di deve ma è decisivo sconfiggere il consolidato intreccio tra affari e politica. L’acqua è vita, non può diventare merce e non può essere gestita a danno della collettività e delle centinaia di migliaia di famiglie che hanno a disposizione pochi spiccioli per i loro bilanci mensili. L’acqua non può essere avvelenata, non può e non deve diventare veicolo di ricchezza per pochi e veicolo di avvelenamento di un intero e vasto territorio come la Valle del Sacco e delle popolazioni che vi risiedono e vi lavorano. La gestione del servizio idrico si intreccia, perciò, indissolubilmente con il recupero alla vita della Valle del Sacco e con la tutela della salute dei cittadini, chiamando in causa ruoli e responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli ( Governo, Regione, Asl, Asi, Comuni e Provincia) . L’azione di bonifica della Valle del Sacco impone una gestione adeguata e moderna del servizio idrico, efficiente, di qualità ed a basso costo, per dotare il territorio di reti idriche e fognanti, di depuratori capaci di servire gli insediamenti industriali e civili unificando gestione ed investimenti anche per impedire l’inquinamento delle falde acquifere. Non averlo ancora fatto è colpevole e scandaloso, così come l’aver tollerato che l’ACEA ATO 5 non investisse circa 85 milioni di euro così come previsto nella Convenzione. Per dare le risposte giuste a questi colossali ed urgenti problemi che incidono in modo determinante sulla salute della gente, sullo sviluppo economico e sul futuro di questa nostra meravigliosa terra, istituzioni e cittadini debbono lavorare insieme per rivendicare dal Governo e dalla Regione interventi immediati e massicci. In questo momento difficile è necessario che le istituzioni esprimano il massimo del loro ruolo. Chi è moralmente temprato e vuole battersi per affermare onestà e correttezza deve saper trovare nel suo agire quotidiano capacità e forza per far prevalere la serenità, la saggezza ed il sapere collettivo rendendo protagonisti i cittadini in un rapporto costante con la istituzioni. La ricerca di un modo nuovo di governare la cosa pubblica e la costruzione di nuovi meccanismi di controllo istituzionale e partecipato è, oggi, decisiva non solo per affermare e consolidare legalità e trasparenza ma anche per migliorare il vivere civile impedendo inquinamento ed infiltrazioni malavitose organizzate e non. L’arroganza, la presunzione, la minaccia, l’ignoranza contribuiscono ad alimentare i conflitti sociali e politici rendendone difficili le soluzioni. Decine e centinaia di comitati e di associazioni, migliaia di cittadini, sindaci, amministratori e consigli comunali hanno valutato la gestione del servizio idrico come illegale, illegittimo ed inadempiente, confortati, in questo, dalle sentenze della Corte dei Conti, della Corte Costituzionale e dalla delibera del COVIRI. L’indagine avviata dalla Guardia di Finanza, in piena sintonia con la Procura, ipotizza reati rilevanti come la truffa aggravata e l’abuso in atti di ufficio. Di fronte ad un quadro siffatto, un uomo politico avveduto apre il dialogo per capire cosa succede. Difendere ad oltranza il proprio operato non è espressione di saggezza e di buon senso, soprattutto quando questa difesa appare, ai più, coincidente con gli interessi del gestore. La Regione Lombardia ha preso atto del fallimento della gestione privata dell’acqua e si accinge a legiferare il ritorno alla ripubblicizzazione del servizio. Tutto ciò per restituire autonomia e ruolo ai comuni nella gestione di questo bene vitale. Facciamolo anche nel Lazio, senza se e senza ma. Insieme, istituzioni e cittadini convinti di stare nel giusto e di operare nell’interesse della collettività

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 16:44

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