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Ato5, il Coordinamento: «Avevamo ragione»

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Sample ImageACUTO – Il Coordinamento Provinciale per l'Acqua Pubblica attraverso un comunicato stampa esprime tutta la sua soddisfazione per l’esito della Consulta dei Sindaci, in merito alla vicenda Ato5, che si è tenuta martedì 27 gennaio 2009 presso il Palazzo della Provincia.

Nel comunicato dell’Coordinamento si legge: «Finalmente le proteste, le denunce e le azioni che decine e decine di associazioni e comitati, migliaia e migliaia di semplici cittadini che si riconoscono nel Coordinamento Provinciale per l'Acqua Pubblica, hanno portato avanti in questi mesi, hanno ottenuto un primo tangibile risultato.

L'Assemblea dei Sindaci del 27 gennaio 2008, facendo propria ed assumendo la delibera  del Co.Vi.RI. n. 7 dell'1 dicembre 2008, ha riconosciuto definitivamente che

1)      gli aumenti applicati retroattivamente sono illegittimi;

2)      gli aumenti approvati nel 2007 erano illegittimi in quanto superiori al massimo consentito dalla legge (5%);

3)      che al gestore non potevano essere riconosciuti i 10 milioni e 700 mila euro di maggiori costi oggetto della transazione sottoscritta a suo tempo dall'avvocato Scalia.

E' stata sconfitta la strategia che il Presidente dell'Amministrazione Provinciale ha tentato di far passare per tutta la durata dell'intera riunione, condizionando pesantemente la seduta con continui interventi ed incursioni nel dibattito dei sindaci. La sua proposta, a fronte di una mera sospensione delle delibere “incriminate”, subordinava l'allineamento a quanto disposto dal Co.Vi.RI. ad un accordo ed al benevolo consenso del gestore, cioè di ACEA ATO5 S.p.A. Nella sostanza, questa, senza assumersi alcuna responsabilità per la pessima qualità del servizio erogato e senza vedersi contabilizzato quanto avrebbe dovuto fare e non ha mai fatto,  si sarebbe vista sgravare degli oneri relativi ai mutui a suo tempo accesi dai Comuni e, soprattutto, dall'obbligo assunto con il contratto di fare una quota degli investimenti, per un importo di 50 milioni di euro, stanziati dalla Regione Lazio (soldi pubblici) e, nelle proposte dell'avvocato Scalia, “dirottati” a supporto degli interessi del gestore.

Ora è necessario che la deliberazione dell'assemblea dei sindaci si traduca rapidamente in fatti concreti.

In primo luogo occorre che vengano annullate tutte le delibere e gli atti conseguenti e che agli utenti arrivi formale comunicazione dell'annullamento delle fatture emesse e l'immediata restituzione delle somme eventualmente corrisposte. In ogni caso occorre che cessino realmente i tentativi mai interrotti del gestore di incassare le relative somme.

Occorre cioè che l'Assemblea dei Sindaci, prima ancora di regolare definitivamente i rapporti con il gestore, facendo propria la irretroattività delle tariffe, sancisca inequivocabilmente che per gli anni 2006, 2007 e 2008 le tariffe da applicare non possono che essere quelle precedentemente in vigore, con tutte le conseguenze del caso.

E’ necessario che l'assemblea dei sindaci verifichi finalmente – documenti alla mano (atto transattivo e relazione/parere dei periti nominati a questo scopo)  – la fondatezza dei pregressi, presunti maggiori costi a suo tempo riconosciuti al gestore con la famosa transazione e che determini - leggi, convenzione di gestione e disciplinate tecnico alla mano – chi sia realmente in credito tra cittadini e gestore.

Occorre, infine che l'Assemblea si esprima sulla ormai palese e irrinunciabile necessità di risoluzione della Convenzione  – peraltro sollecitata dalla stessa Segreteria Tecnica Operativa nelle sue ripetute comunicazioni ufficiali alla Consulta dei Sindaci, per le inadempienze del gestore, e quindi per colpa, avendo  Acea Ato5 S.p.A.  ridotto il servizio alle condizioni drammatiche che i cittadini patiscono.

Al Presidente dell'Amministrazione Provinciale avvocato Scalia, che evidentemente alterato per l'esito dal suo punto di vista non soddisfacente della serata, annunciava e minacciava querele a destra e a manca, questo Coordinamento comunica di attendere serenamente sue notizie legali ben felice di poter produrre pubblicamente dinanzi ad un giudice la copiosa documentazione comprovante, parola per parola, quanto pubblicamente affermato alla stampa, alle radio e alle televisioni.»

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 16:44

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