FROSINONE - Convocata per oggi l'Assemblea dei sindaci dell'ATO5 sede della provincia di Frosinone. Dopo il "nulla di fatto" della scorsa settimana, quando al momento della votazione è venuto a mancare il numero legale, si attende una decisione definitiva in merito alla contestatissima gestione degli aumenti tariffari del Servizio Idrico Integrato. Nel frattempo, però, non sono mancati i colpi di scena. Se una settimana fa la posizione sostenuta dal presidente della provincia Francesco Scalia, favorevole a far ricorso al TAR contro la delibera del Coviri, sembrava potesse passare nonostante le contestazioni delle associazioni dei consumatori e di una parte dei sindaci presenti, lo scenario appare oggi completamente diverso.
Non potrà infatti rimanere senza conseguenze politiche l'apertura di una indagine per truffa aggravata e abuso d'ufficio da parte della Guardia di Finanza che, coordinata da Tonino di Bono, della Procura della Repubblica di Frosinone, ha voluto vederci chiaro sulle modalità attraverso cui si è giunti alla ratifica, proprio da parte dell'Assemblea, di aumenti tariffari illegittimi sia per l'importo (20% contro il 5% permesso dalla legge) sia per la loro retroattività.
Alla luce degli sviluppi maturati in questi giorni, sembrano assai scarse le possibilità che i sindaci possano confermare quanto sarebbe stato votato dalla Consulta d'Ambito, che si sarebbe espressa favorevolmente al ricorso al TAR, allineandosi a quanto sollecitato dalla società che gestisce il servizio, Acea ATO5. Acea che, a sua volta, nei giorni scorsi ha minacciato di chiedere i danni nel caso in cui l'Assemblea dei sindaci si fosse rifiutata di sostenere il ricorso al TAR contro la delibera del Coviri.
Una situazione estremamente ingarbugliata, intorno alla quale stanno fiorendo anche le differenziazioni politiche in vista delle prossime consultazioni elettorali del prossimo giugno.
Il Comitato per l'Acqua Pubblica rilancia
Dopo aver incassato una serie impressionante di sentenze e di decisioni favorevoli (Coviri, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale) le associazioni dei consumatori e in particolare il Comitato per l'Acqua Pubblica di Frosinone sono pronti a rilanciare l'attacco, tanto nei cofronti di Acea ATO5, che del presidente della provincia Francesco Scalia, sulle cui dichiarazioni è stato diffuso nei giorni scorsi un ampio dossier in cui verrebbero smascherate "tutte le bugie del presidente".
Ma, al di là delle polemiche, è sul da farsi che il Comitato torna a chiedere, oltre alla revoca degli aumenti illegittimi, anche «la rescissione della convenzione per colpa e chiesto il risarcimento danni ad ACEA ATO 5 S.p.A. Tutto ciò per ripristinare legalità, trasparenza e correttezza nel rispetto del ruolo delle Istituzioni e nell’interesse dalle popolazioni.» Già, perchè oltre ad aver pagato tariffe più salate del dovuto, superiori alla media nazionale, i cittadini della provincia di Frosinone hanno subito il danno dei mancati investimenti per «circa 86 milioni di euro che dovevano servire a costruire fogne e depuratori, ad eliminare perdite, a ricercare evasori, a migliorare la per efficienza e qualità l’intera organizzazione del servizio, così come era negli obiettivi e nelle motivazioni che ogni consiglio comunale dei comuni aderenti all’ATO ha votato, per aderire alla convenzione di gestione proposta dalla Presidenza della Provincia».
Ma queston non è stato fatto, ed anzi «in alcuni casi si è messo ripetutamente a rischio anche la salute dei cittadini, come a Ceccano ed Alatri».
Vedremo come si concluderà, ma sicuramente gli ingredienti per una seduta pirotecnica dell'Assemblea dei Sindaci ci sono tutti.
- La "Lettera aperta ai Sindici" del Coordinamento per l'Acqua Pubblica Frosinone
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