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Acqua, Scalia e Ato5 difendono il loro operato

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 ACUTO – Non si sono fatte attendere le reazioni alla notizia che la Guardia di Finanza sta indagando per i reati di truffa aggravata e abuso di ufficio, reati che sarebbero stati commessi nell’applicare le tariffe del servizio idrico deliberate dall’assemblea dei sindaci. Il Presidente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia, ha dichiarato: «Sono sereno, non ho ricevuto alcun avviso dalla Procura e sono tranquillissimo. Anzi, la Finanza fa bene a far piena luce su un argomento così delicato».

Scalia ha poi voluto ribadire la sua posizione: «Non bisogna dimenticare che, ancora oggi, la nostra è tra le tariffe idriche più basse d’Italia, addirittura più bassa di quella attuata 10 anni fa dal Consorzio Aurunci. La verità è che ci si è resi conto che la tariffa non copriva i costi reali di gestione. Per cui, visto che ogni tre anni la si può aggiornare, ecco che è stato fatto. Non solo, ma prima di decidere abbiamo avuto il conforto di un parere legale nonché il via libera del Garante dei Consumatori. Inoltre va precisato che dal 2006 in poi (soprattutto per errate informazioni fornite dai sindaci all’Acea sullo stato della rete idrica) il gestore ha accumulato spese che le tariffe non riuscivano a coprire. Se resteranno quelle, è evidente che il gestore, che è una Spa, rischia il fallimento».

Le dichiarazioni del Presidente Scalia e della società che gestisce il servizio idrico provinciale (secondo cui l'applicazione delle tariffe sarebbe stata sospesa a partire dallo scorso mese di dicembre) come sempre allineate e tendenzialmente volte a dimostrare la legittimità delle loro posizioni e la giustezza delle decisioni assunte non hanno lasciato indifferente il Coordinamento per l’Acqua Pubblica Frosinone che ha diramato un comunicato stampa nel quale si legge: «Sarà la magistratura a stabilire se chi - amministratore pubblico – adottando provvedimenti illegali e chi – imprenditore privato – ha tratto profitto da questi provvedimenti – abbia commesso reati penali della gravità di quelli ipotizzati dalla Guarda di Finanza. E' certamente un diritto inalienabile di qualunque indagato utilizzare qualsiasi mezzo lecito e qualunque argomento a suo difesa. Quello che è intollerabile è il tentativo di continuare, nonostante tutto e tutti a trarre profitto da quegli stessi atti e da quegli stessi comportamenti. Mente, infatti, l'ACEA ATO5 S.p.A. quando afferma che gli aumenti oggetto delle indagini siano stati “sospesi” dal 1 dicembre 2008. Mente, perché i conguagli per gli anni 2006 e 2007 – ovvero il “cuore” delle indagini - sono stati fatturati per la maggior parte dei casi nei mesi precedenti e non a caso sono stati oggetto dei reclami/esposti che i cittadini hanno compilato presso gli sportelli organizzati dai comitati e dalle associazioni che fanno riferimento al Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica e sono stati inviati in copia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone. Mente, perché anche i consumi relativi al primo semestre 2008 sono stati nella stragrande maggioranza dei casi già fatturati con gli aumenti illegali (sino al 30 maggio perché retroattivi e con aumenti nell'ordine del 20% e per il mese di giugno solo per questa ultima ragione). Mente, perché invece di annullare dette fatture, ha inviato sia nel mese di dicembre e sia nel mese di gennaio 2009 lettere raccomandate di risposta ai reclami/esposti, a firma dell'ingegner Matrecano, lettere per le quali si è pure registrata l'ufficiale presa di distanza del Garante Regionale, in cui si rivendica la legittimità delle tariffe applicate e in cui si diffida l'utente al pagamento della fattura nel termine perentorio di quindici giorni. L'intento di ACEA ATO5 S.p.A. è chiaro: fare comunque il più possibile “bottino” prima della resa dei conti, cercare di confondere l'utente meno consapevole inducendolo a pagare quello che in realtà non è dovuto. Di fronte a questo ennesimo comportamento inqualificabile del gestore, come Coordinamento troviamo indecente chi, per evidenti ragioni di opportunità politica, parla di tavoli e di interlocuzione con ACEA ATO5 S.p.A. Questo gestore se ne deve andare - qui ed ora - come se ne devono andare – uscendo definitivamente dalla scena politica e amministrativa di questa provincia – i suoi complici istituzionali».

Non mancano anche le reazioni sul fronte politico, con il gruppo consiliare di Frosinone dell'UDC che si spinge a chiedere una verifica sulle assunzioni "ad personam" effettuate da Acea nel corso degli ultimi anni. Il candidato alla presidenza della provincia per il centro-destra, Antonello Iannarilli, si dichiara incredulo di fronte a reati gravissimi «perpetrati non soltanto da dirigenti di una società privata, ma anche da pubblici amministratori, ai danni dei cittadini».

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Marzo 2009 16:44

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