Piglio, Che fine ha fatto la compostiera collettiva?

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alt All’inizio del 2021 un nuovo giallo avvolge la Comunità pigliese: che fine ha fatto la compostiera comunale? Nel 2016, la Regione Lazio al fine di risolvere la gestione dei rifiuti umidi trattenendo la risorsa sul territorio ed eliminando il trasporto ed il conferimento a distanza dei rifiuti umidi riciclabili, avviò un importante iniziativa, indicando la via dell'autocompostaggio, che consente di azzerare i costi economici e ambientali di trasferenza, trasporto e trattamento agli impianti industriali. L'autocompostaggio dunque poteva essere progettato, programmato e gestito dai comuni a seconda delle loro esigenze, poteva essere agganciato a politiche di tariffazione puntuale con sconti per i cittadini utenti e con un risparmio generalizzato per le casse comunali oltre che per l'ambiente e per la salute. Il progetto ambientale regionale presentato dall’allora Assessore Regionale Mauro Buschini nel corso della presentazione, con il Presidente Zingaretti, conteneva due bandi per sostenere i Comuni che attivavano iniziative di compostaggio e autocompostaggio e realizzavano centri di raccolta e isole ecologiche. Il primo bando stanziava 36 milioni di euro, e prevedeva la diffusione delle compostiere domestiche e delle compostiere di comunità per la riduzione dei rifiuti organici da inviare a smaltimento e per ottenere una forte diminuzione del tributo comunale, dovuto dagli utenti, per chi prenderà parte all’iniziativa. Il Comune di Piglio nella prima legislatura del Sindaco Mario Felli, ricevette dal bando una compostiera comunitaria dalla capienza di 25 tonnellate. L’iniziativa e l’entusiasmo con cui il Comune di Piglio aveva aderito al progetto regionale mirava a rendere Piglio, un comune più virtuoso nella gestione dei rifiuti, con il compostaggio s’incentivava una pratica ecosostenibile per eccellenza che mira alla drastica riduzione dei conferimenti dei rifiuti organici , trasformandoli in fertilizzante naturale. Dai rifiuti umidi si estrae un compost da usare come fertilizzante direttamente dai cittadini che fanno l’autocompostaggio e dal comune che nella compostiera collettiva, riversava i risultati delle pulizie delle sue aree verdi. A distanza di circa 5 anni, la compostiera collettiva, che doveva essere posizionata nel piazzale scolastico a disposizione di tutta la comunità, accessibile ad ogni cittadino, sembra che i sia stata parcheggiata in uno dei locali comunali. Perché un bene comunale e dunque dei cittadini è stato privato alla comunità pigliese? E perché ancora non è stata localizzata un’isola ecologica per la raccolta di rifiuti solidi-ingombranti? E’ uno dei tanti misteri che coinvolge quest’amministrazione, speriamo che questo giallo durato 5 anni, non vada ancora oltre, ma che trovi presto una soluzione.

 

 

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