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Piglio, Nessun interesse nel recupero di un'area di santità

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alt PIGLIO- Sabato e domenica scorsi a Vallepietra, si sono svolti due momenti importanti, per festeggiare i 100 anni dalla nascita di San Giovanni Paolo II (anniversario che ricade quest’anno e per ricordare a 20 anni la sua visita presso il Santuario della SS.Trinità), eventi svolti alla presenza delle autorità politiche locali, del Vescovo Diocesano S.E.Mons Loppa e domenica con la presenza di S.E. Mons. Fisichella.

Al contrario dobbiamo ancora sottolineare l’indifferenza dell’Amministrazione Comunale di Piglio, mostrata verso il percorso contemplativo di San Giovanni Paolo II , luogo in cui durante il suo Pontificato, per ben 40 volte il Romano Pontefice si ritirava in preghiera, ed oggi si presenta come un’ area del tutto abbandonata, ma che il Sindaco Mario Felli esalta sempre nell’interviste che rilascia, indicandola “come il fiore all’occhiello del territorio pigliese”. Dall’inizio dell’anno abbiamo mostrato la stele posta ad inizio del percorso buttata a terra (foto in alto), ed oggi è ancora li, sotto il disinteresse del Sindaco e dell’Amministrazione, più volte sollecitati ad intervenire, un comportamento quasi a sottolineare il distacco con il territorio. Come si può pensare di promuovere il territorio se mancano quei piccoli gesti da cui che si delinea l’azione.

alt      alt  Circa un mese fa, durante un sopralluogo dei volontari dell’Accademia Kronos, era stata rinvenuta la croce marmorea, appositamente realizzata e posta nel luogo in cui il Santo Padre era in contemplazione nella recita dell’Angelus, e proprio su quella croce era stato inciso “Qui recitò l'Angelus Karol Wojtyla” (le 2 foto sopra) , anche in questo caso totale indifferenza, un opera frantumata, probabilmente da un atto di vandalismo, che se non ricollocata rischia di far perdere la memoria di quei momenti di santità lasciati appunto da San Giovanni Paolo II in quel luogo. Eppure il Sindaco Felli a parole esalta il luogo ma nei fatti mostra l’esatto contrario, una sorta d’ipocrisia che sconcerta chi vive la realtà. Tutto il percorso comprese le stazioni della Via Crucis, meritano una manutenzione, la mano d’opera c’è, possono essere impiegati i beneficiari del reddito di cittadinanza a disposizione dell’Ente Comunale, quanto al materiale, un po’ di cemento e ed oli e vernice non manderanno in banca rotta il Comune. Fare turismo, è soprattutto amare il proprio territorio incentivare tutte le potenzialità in esso presenti, e non distruggerle con l’indifferenza. Auguriamoci per l’ennesima volta di non tornare sull’argomento.

 

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