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Trevi Nel Lazio, Dopo le diffamazioni sui social, il Sindaco Silvio Grazioli risponde e smaschera gli autori

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alt TREVI NEL LAZIO - In modo chiaro e diretto annullando tutte le chiacchiere sterili messe ad arte negli ultimi giorni sui social, il Sindaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, ha risposto smascherando tutte le falsità esternate e denunciando gli autori per la diffamazione. “Nelle giornate del 27 e del 28 novembre 2019 senza firmarsi, -si legge nel comunicato del gruppo di maggioranza del Sindaco Grazioli- qualcuno (presumibilmente qualche ex amministratore) sul sito social denominato “agorà” si è abbandonato ad una serie di insulti e di considerazioni che si qualificano da sole. Ora per quanto riguarda la diffamazione nei confronti del Sindaco Silvio Grazioli e dell’Amministrazione, ne risponderà dinanzi alle opportune sedi giudiziarie. Mentre sulle considerazioni in libertà è utile fare qualche precisazione. In primo luogo stando allo scritto del 28 novembre relativo al fatto che il Sindaco di Trevi sia andato a Pescorocchiano a ritirare un riconoscimento per l’impegno sull’attività culturale e storica relativa al problema del brigantaggio post unitario, lo stesso agorà ha fatto una serie di illazioni in relazione alle spese di rappresentanza del Comune di Trevi ed alla illazione che il Sindaco Grazioli va in giro a destra e a manca dalla Sicilia alle manifestazioni con alti prelati con Accademie Reali e quant’altro come se lo facesse a spese del Comune, ebbene sappia agorà, che il Sindaco Grazioli come ha avuto già modo di dire, ha percepito un rimborso spese dal 2015 ad oggi pari ad € 0,00 (Euro zero/00) in quanto è andato in giro dalla Sicilia al Vaticano sempre con la sua auto Fiat Bravo, pagando regolarmente con i suoi soldi i pedaggi autostradali, a differenza della precedente Amministrazione, dove anche l’ex assessore si faceva rimborsare tutti i viaggi e tutte le spese che faceva per le trasferte comunali; questo però non si dice perché si deve sempre buttare fumo negli occhi, come sulle spese di rappresentanza affermando che il Comune ha speso la modica cifra di € 27.880,00, mentre la realtà è che il Comune di Trevi per rappresentanza quest’anno (come negli anni precedenti) ha speso soltanto € 143,00 per la deposizione della corona al monumento ai caduti, e questo vale anche per il sig. Francesco Altipiani come scrive su Facebook condividendo il posti di agorà, dichiarando che il comune ha speso per rappresentanza € 2.500,00 al mese, quando è palesemente falso e di tale dichiarazione ne risponderà anche lui dinanzi alle competenti Autorità giudiziarie. E’ bene ricordare che l’Amministrazione Grazioli ha ridotto di oltre il 60% le spese istituzionali per i gettoni di presenza e le indennità varie nel capitolo di bilancio a partire dall’insediamento e fino ad oggi, infatti lo stanziamento nel 2015 era di circa € 67.000,00 ed è stato portato a circa € 25.000,00 pensate ogni anno un risparmio di oltre € 40.000,00 pari a circa € 200.000,00 per tutti e cinque gli anni di Amministrazione. Ma questo non fa comodo dirlo. Non fa comodo dire che il sindaco Silvio Grazioli ha rinunciato fin dall’insediamento al pagamento dei contributi alla cassa degli Avvocati, chiedendo che tale cifra venisse messa sul capitolo dei Servizi sociali, sono circa € 25.000,00 in cinque anni ai quali il Sindaco Grazioli ha rinunciato, così come gli amministratori hanno rinunciato ai vari rimborsi, e questo ha consentito di ridurre le spese istituzionali che ripetiamo erano di € 67.000,00 e di mettere i soldi nel Servizio sociale, ciò che ci ha consentito di fare le Borse lavoro per decine di giovani e cittadini di Trevi. Ricordatevelo bene quando scrivete. E poi, invece di essere contenti che il sindaco Grazioli va in Sicilia (con i suoi soldi) a rappresentare il Comune di Trevi dinanzi ad almeno cinque Università, l’Università di Messina, l’Università di Catania, l’Università di Perugia, l’Università di Tor Vergata e l’Università di Cassino che hanno collaborato alla realizzazione dei Convegni sullo scrittore Stefano D’Arrigo, partendo dal Convegno Internazionale che il Comune di Trevi ha organizzato nell’ottobre del 2015 e che si è tenuto all’Hotel San Giorgio (dove D’Arrigo è vissuto per oltre cinque anni scrivendo il suo capolavoro) ed il Castello di Trevi nel Lazio. Tale Convegno ha avuto un’ eco talmente rilevante che lo stesso Comune di Ali Terme insieme all’Università di Messina e di Catania, nel celebrare il centenario della nascita di Stefano D’Arrigo hanno sentito l’obbligo di invitare il Comune di Trevi che aveva riproposto all’attenzione della critica italiana la figura di Stefano D’Arrigo, con le relazioni fatte nel 2015 dalla Professoressa Siriana Sgavicchia dell’Università di Perugia e del Professor Raffaele Manica dell’Università di Tor Vergata. Adesso potete fare un raffronto tra questo concetto di cultura e quello di Trebantiqua. Capiamo che vedere il Sindaco Grazioli –continua la nota- spesso all’attenzione dei media come avete scritto “tra alti prelati, Accademie Reali, partecipazioni a sostegno di manifestazioni Templari con tanto di croci e spade, conferimento di attestati, conferimenti di cavalierati, commemorazioni in terra sicula e persino beatificazioni, e chi più ne ha più ne metta” possa suscitare in alcuni un sentimento di invidia, ma l’invidia rimane un elemento negativo, che se non viene superato, può tramutarsi in rabbia, rancore ed odio. Venendo invece alle considerazioni fatte da agorà il 27 novembre, si afferma che il servizio idrico sarà ceduto all’ACEA e viene portato l’esempio di alcuni Comuni della valle dell’Aniene, dove la depurazione è gestita dalla stessa ACEA. Strano che l’ex amministratore non ricordi che la depurazione del Comune di Trevi nel Lazio è gestita già da quindici anni dall’ACEA e che il 60% della rete fognaria che si trova nel Comune di Trevi nel Lazio non è gestita dal Comune stesso ma dal CORECALT che lo sta cedendo all’ACEA. Pertanto il Comune gestisce solo la fognatura del Centro storico ed è quindi in questa prospettiva che fu fatto l’accordo nel 2008 con cui è stata rinnovata la rete fognaria, è stata fatta la separazione delle acque bianche, che tra l’altro rimarranno in capo al Comune ed è stata rifatta tutta la pavimentazione del centro storico. Quando ACEA ha firmato questo contratto sapeva benissimo che sarebbero passate alla sua gestione soltanto le fogne, ma il servizio idrico sarebbe comunque rimasto al Comune di Trevi. Pertanto questo consentirà al Comune di Trevi di tenersi il servizio idrico difendendo questa scelta fatta all’unanimità dal Consiglio comunale (ricordando che solo il consigliere di minoranza Bianchini si è allontanato dall’aula) quindi il tentativo di gettare fumo e di dire che noi vogliamo venderci l’acqua all’ACEA non solo rappresenta un insulto all’intelligenza ed alla volontà del Consiglio comunale, ma anche un deprecabile tentativo di sciacallaggio politico, esattamente come quando si dice che quelli dell’ ACEA stanno facendo i geroglifici per il paese, in realtà stanno facendo una ricognizione della fognatura esattamente per ridarci il € 1.326.000,00. I cittadini sanno ben distinguere tra chi fa i fatti e chi da ormai cinquant’anni abbaia alla luna. In relazione invece a quanto dichiarato sulla presenza del disavanzo è utile tornare a precisare alcune cose fondamentali. In primo luogo il disavanzo si compone per € 1.100.000,00 di crediti di dubbia esigibilità (tributi, multe, concessioni di mercato, IMU, TASI, TARI, acqua arretrata degli ultimi venti anni divenuti ormai inesigibili) e tutti questi residui di dubbia esigibilità potevano essere spalmati in trent’anni senza alcuna procedura particolare, ed invece a due mesi dalle elezioni l’Amministrazione uscente ha preferito far finta di niente e lasciarli nella parte attiva del bilancio, dando così un bel regalo (fregatura) all’amministrazione entrante che ovviamente li ha dovuti inserire nel disavanzo in qualità di crediti inesigibili. Poi ci sono poco più di € 325.000,00 per accantonamento dei mutui D.L. 35 che sono quelli contratti dalla precedente Amministrazione nel 2013 per il pagamento delle imprese che avevano fatti i lavori e non erano stati pagati; poi ci sono € 395.000,00 di erronea imputazione al fondo di anticipazione di cassa, in quanto imputate sullo stesso capitolo del 2017, mentre una andava imputata al 2017 ed una al 2018. La prima cosa che balza in evidenza è che sia i € 325.000,00 chiesti nel 2013 sia l’accertamento dei residui fatto nella primavera del 2015 siano legate a scelte e valutazioni fatte dalla precedente amministrazione. Questo, però, l’ex amministratore dimentica di dirlo e di sottolinearlo. Lo stesso ex amministratore dimentica di citare quanto scriveva la Corte dei Conti nella nota del 13/06/2015 in relazione al buco di cassa del 2013 e questo è particolarmente significativo perché dinanzi ad una mancanza di liquidità, nel 2013 fu fatta la scelta di impiegare somme in conto capitale per spesa corrente. Noi ancora aspettiamo le risposte alle domande che abbiamo posto e cioè del fatto gravissimo che siano state fatte le liquidazioni sui soldi giunti in conto capitale cioè per pagare le ditte e che invece le ditte non siano state pagate, ma le ha dovute pagare l’attuale Amministrazione, in particolare avevamo citato e pubblicato le carte relative ai lavori per la realizzazione dei giardini per € 91.000,00 e mancavano all’appello € 22.000,00 pagati dall’attuale Amministrazione; esattamente come per il castello Caetani con i soldi che erano arrivati nel 2012 e di cui già abbiamo allegato le reversali con la liquidazione fatta nel 2013 con determina già allegata n. 309 del 07/06/2013 per € 177.000,00 e con determina n. 172 del 06/03/2014 per € 37.510,00 senza fare il mandato che poi ha dovuto pagare l’attuale Amministrazione, con tutte le spese relative al decreto ingiuntivo. Esattamente come ci piacerebbe sapere perchè è stata fatta la liquidazione all’impresa Zovini per i lavori fatti in chiesa e non pagati per l’importo di € 12.616,80 pagati invece dall’attuale Amministrazione. Esattamente come per i Colli Mordani dove sono arrivati i soldi ma alla Ditta G. & M. Lavori non sono stati dati circa € 53.000,00, che ha dovuto pagare guarda caso l’attuale Amministrazione; e tutti gli altri che a mano a mano faremo uscire e vi chiederemo conto. Intanto cominciate a rispondere su questo già sono due volte, che non rispondete adesso abbiamo aggiunto questa terza domanda e speriamo che la risposta sia esaustiva. L’attuale Amministrazione quando è entrata ha dovuto pagare tra i lavori del PSR e i lavori di altre opere circa € 2.200.000,00 di cui in parte già abbiamo già allegato gli specifici lavori che ci riserviamo di replicare prossimamente. Tale importo avrebbero buttato giù chiunque, anche un elefante, mentre noi con pazienza stiamo qui a riparare le scelte sbagliate della precedente Amministrazione. Tra l’altro volevamo fare un’annotazione di carattere generale, quando eravamo all’opposizione noi gridavamo allo scandalo del fatto che il Comune di Trevi nel Lazio fosse diventato una succursale del Comune di Piglio, bene ora dinanzi agli ultimi avvenimenti non sentiamo nessuna parola né da agorà né da altri. (Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo in caso contrario, giorni di diretta Facebook, notiziari social ogni mezz’ora, e cinguettii di qualunque tipo). Sottolineiamo che alcuni, per la verità sempre gli stessi, che potremmo definire Piglio-boys vanno sempre a dare man forte attraverso il pulsantino del computer. Sarebbe molto più dignitoso –conclude il comunicato- il silenzio a questo tentativo di ribaltare la realtà ed allontanare le proprie responsabilità”.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Novembre 2019 21:38

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