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Trevi Nel Lazio, Duro l'intervento del Sindaco Grazioli

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altTREVI NEL LAZIO - Il Sindaco di Trevi Nel Lazio, l’avv. Silvio Grazioli (nella foto) è intervenuto, in riferimento ad alcune polemiche seguite al crollo del Ponte che conduce alla cascata di Comunacque, apparse sui social. “L’aspetto farsesco della situazione –sottolinea il Sindaco Grazioli- come si diceva una volta “Cimabue ne fa una e ne sbaglia due!”. In particolare qualcuno, non pago di magre figure fatte nel passato, si è cimentato in scopiazzature di citazioni latine prese da internet e da libri di fortuna senza neanche saper copiare, infatti ha scritto OBLIGATIO in latino con due B, lo stesso qualche tempo fa nel riportare una celeberrima frase ha usato la preposizione inesatta supra, che rappresenta la traduzione letterale del testo greco, mentre quella giusta è ultra crepidam che è la traduzione libera e rappresenta in modo efficace il senso della frase. Che dire? Barone e Stellina sono sempre lì al pascolo al Piaggio ed aspettano con piacere compagnia”. Intervento diretto senza utilizzare mezzi termini, anche su alcune considerazioni di ex amministratori in relazione alla funzionalità del Castello Caetani e del museo. “Per quello che riguarda il ponte crollato, -afferma il Sindaco Grazioli- c’è da dire che era stato sistemato e realizzato su di un vecchio ponte che era il terminale della via di Capocerrito e che conduceva a Subiaco ed a Vallepietra. Agli inizi del 1900 quando è stata realizzata la prima centrale idroelettrica proprio vicino al ponte, che dava l’elettricità ai comuni di Fiuggi e di Anagni, c’era il problema di trasportare le grosse bobine ed i materiali per costruire la centrale stessa, perché non c’era la strada carrozzabile (verrà costruita negli anni 30) e la via utilizzata era quella della Sotacciara che scendeva dagli Altipiani, tant’è che se si guarda il ponte in senso facciale si scopre che è molto simile a quello delle Tartare costruito alcuni anni prima. Il fiume Sembrivio delimita il confine tra i territori di due paesi e di due province, pertanto qualunque intervento unilaterale di un comune costituirebbe un reato penale. Per questo il comune di Trevi ha immediatamente chiesto il coinvolgimento del Parco e della Regione e del comune di Jenne per risolvere quanto prima il problema. Di poi in altre esternazioni estemporanee si fa riferimento al Castello Caetani ed al museo, e addirittura ai reperti della Guardia di Finanza, dichiarando palesemente il falso, infatti con la guardia di finanza non era stata firmata alcuna convenzione, sfido formalmente a pubblicarla in caso contrario. Il museo al castello non ha portato un solo turista in più, e la riprova è che negli anni 2012-2015 vi è stato un notevole calo di presenze, per lo meno quelle registrate, questo a testimonianza che il lavoro svolto è stato di pessima qualità. Anzi non ricordate (Grazioli si rivolgere ai loquaci ex amministratori della passata gestione Schina) quello che vi ha detto e scritto lo stesso maestro Schinaia da voi nominato direttore della manifestazione Treba Antiqua, le cui parole vi dovrebbero fare ancora vergognare per averlo lasciato completamente solo. Voi al Castello avete soltanto autorizzato il passaggio delle canne del gas ai vostri parenti, di questo però vi vergognate di parlare. Addirittura si dice che non è stata pagata la direttrice del museo, quando la direttrice ha cessato il suo lavoro il 31.12.2017! Quando si dice la malafede! Spiegateci voi perchè non avete pagato la ditta MG di Veroli per i lavori che ha fatto, con i soldi che sono arrivati nel 2012? Così che oggi –conclude Grazioli- ci ritroviamo un decreto ingiuntivo ed un ordine di ottemperanza del Tar di Latina. Alla faccia della buona Amministrazione che sbandierate”.

 

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