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Acuto, chiuso lo storico distributore di carburanti sulla Prenestina: la crisi è anche questo

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ACUTO - C’è uno strano senso di assenza, di vuoto, nel percorrere l’incrocio tra viale Roma e la via Prenestina: come tutta la comunità acutina ha senza dubbio avuto modo di notare, da qualche settimana non si può più fare affidamento sullo storico distributore di carburanti all’ingresso del paese. Questa stazione di servizio, l’unica in prossimità del centro abitato, per decenni ha rappresentato una risorsa per i paesani, che per rifornirsi non erano così costretti a percorrere lunghi tratti di strada per recarsi al distributore sulla superstrada o in qualche paese vicino.
Ma cosa è successo negli ultimi tempi? Dopo una serie di gestioni, dal 2009 la gestione era stata assunta dal signor Paolo De Stefani e da sua moglie Franca Longo per conto di una società privata. In un primo periodo l’attività si era rivelata un buon affare, anche se frutto chiaramente di numerosi sacrifici e investimenti da parte dei due coniugi, che entrambi disoccupati, guadagnavano in questo modo onesto da vivere. I proprietari, impegnati per dieci ore al giorno, hanno comunque raccolto i frutti della loro attività, chiaramente tra alti e bassi, potendo contare su una clientela sia locale che di passaggio. Ma alla fine del 2014 sono iniziati ad emergere diversi problemi: da un lato la crisi ha progressivamente eroso il giro d’affari, facendosi sentire con sempre più forza anche in questo settore; dall’altro ha pesato anche l’amarezza di vedere persone del posto che, nonostante avessero la fortuna di avere a disposizione nei pressi di casa questo servizio (che non comprende solo il rifornimento, ma anche la vendita di gomme, ecc.. ) hanno sistematicamente preferito comunque rivolgersi ad altre attività, contribuendo così a limare i già magri incassi. Questa situazione di crescente precarietà è stata definitivamente destabilizzata, fino a determinare la chiusura dell’attività, a causa della richiesta da parte del concessionario, la società Anonima Petroli, di acquistare direttamente per circa 50.000 euro la licenza per poter continuare a vendere i carburanti.
Chiaramente non era un investimento sostenibile dai coniugi, che si sono ritrovati a dover fare il punto della situazione e quindi a prendere la difficile e definitiva decisione di chiudere il distributore. A nulla è valso l’interessamento del sindaco di Acuto, per verificare la disponibilità del concessionario a modificare le condizioni di cessione della licenza: purtroppo non è stato possibile raggiungere il risultato sperato.
Così dove sorgeva il distributore purtroppo ora rimane solo un piazzale vuoto e guardandolo non si può fare a meno di sentirsi profondamente amareggiati, in primo luogo perché quell’attività rappresentava il futuro di una famiglia (che ora si trova a fare i conti con il terribile “mostro” della disoccupazione ) e in secondo luogo perché rappresenta una vera e proprio ferita, metaforicamente parlando, non solo per il nostro paese, ma anche in una realtà più generale.
Questo si allaccia chiaramente ad un problema più grande, ad una situazione che purtroppo oggigiorno vivono in molti, l’impossibilità di poter lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente, con le proprie forze. In molti, troppi, subiscono questa situazione; a troppi viene negata l’opportunità di costruirsi un futuro e realizzare i propri sogni... il lavoro dà dignità, che dovrebbero rappresentare un diritto fondamentale ed innegabile di ogni individuo.

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