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Cordinamento Acqua Pubblica: l’Acea restituisca i soldi ai cittadini

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Sample ImageACUTO – Il Coordinamento per l’Acqua Pubblica Frosinone torna a farsi sentire e come sempre lo fa in modo deciso, attaccando a tutto campo i protagonisti in negativo della gestione del Servizio Idrico Integrato dell'ATO 5. A cominciare proprio dal gestore, l’Acea ATO5, per come sta rispondendo alle proteste dei cittadini, ma senza risparmiare il presidente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia, la Segreteria Tecnica Operativa e i Sindaci dell’Autorità di Ambito accusati di essere inerti e complici nei confronti del gestore del servizio idrico. Il Cooordinamento non si limita a contestare, ma appare determinato a rilanciare, annunciando una nuova azione: chiederà all’Acea la restituzione degli importi non dovuti ai cittadini.

Nella nota resa pubblica in queste ore dal Coordinamento per l’Acqua Pubblica di Frosinone si legge: «L’azione del Coordinamento per l’Acqua Pubblica sta ottenendo risultati sempre maggiori e consistenti. Sempre più sono i comitati che si formano e si moltiplicano le iniziative nei diversi comuni a difesa degli interessi e della dignità dei cittadini. Sono migliaia i reclami che i cittadini della provincia di Frosinone hanno presentato da diversi mesi contro le fatture illegittime e illegali di ACEA ATO5 S.p.A..

Di fronte a questo, il gestore, in chiara difficoltà, continua a non rispondere nelle forme i nei modi dovuti limitandosi a porre in essere comportamenti intimidatori volti a raccattare il più possibile fondi, provocando paura delle persone.

Questo grazie alla consapevole inerzia e complicità del Presidente dell’Amministrazione Provinciale, avvocato Scalia, della Segreteria Tecnica Operativa e di molti dei Sindaci dell’Autorità di Ambito e nonostante i pronunciamenti del Garante Regionale (verbale del 8 Luglio 2008) del CO.VI.RI.  (delibera n. 2/2008 del 16/07/2008) e le recenti sentenze della Corte Costituzionale (n. 335/2008 – depurazione e fognatura) e del Consiglio di Stato (n. 4301/2008 – illegittimità delle tariffe retroattive) che confermano in maniera inoppugnabile e definitiva le nostre accuse.

Come Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica non intendiamo consentire che queste situazione prosegua danneggiando cittadini, comuni e territorio con il perdurare delle inadempienze.

Intendiamo andare oltre, nei prossimi giorni attrezzeremo i nostri sportelli con lettere di messa in mora con le quali i cittadini chiederanno ad ACEA la restituzione del “maltolto”, cifra che verrà determinata attraverso un programma elettronico messo a punto a questo scopo.

Di fronte al prevedibile silenzio di ACEA, forniremo agli stessi utenti il supporto legale per far si che sia il Giudice ad imporre ad ACEA la restituzione delle somme che verranno richieste.

Ancora, richiederemo ad ogni singolo sindaco di conoscere lo stato di funzionamento e di efficienza degli impianti di depurazione per giungere a richiedere la restituzione delle somme non dovute fa chi nei fatti non ha usufruito e non usufruisce del servizio.»

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Dicembre 2008 10:37

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