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Acuto, i ragazzi del Progetto “Wonderland” raccontano: «La nostra esperienza a Boleslawiec»

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ACUTO - Eccoci dunque alla fine del fantastico viaggio in Polonia. I ragazzi polacchi, ormai nostri amici, ci hanno lasciato con le lacrime agli occhi e noi a malincuore torniamo in Italia con la speranza che questo progetto non finisca qui ma che continui con una possibile visita degli stessi Polacchi qui, ad Acuto, la primavera dell’anno prossimo, oppure con altri progetti.
I venti ragazzi polacchi facenti parte del progetto e gli organizzatori, ospitali dalla sera in cui siamo arrivati a Boleslawiec, una cittadina molto colorata e accogliente, rinomata per la sua ceramica, ci hanno fatto sentire come a casa nostra. Il giorno seguente abbiamo avuto modo di fare conoscenza e mostrare i lavori preparati le settimane precedenti ed in quest’occasione ci hanno presentato delle leggende locali molto interessanti che tra l’altro abbiamo visto rappresentate anche nella splendida esposizione nella vicina cittadina di Plawna; negli altri giorni invece abbiamo lavorato tutti uniti per la scenografia dello spettacolo, svoltosi la mattina del venerdì 24, dove sono state presentate  le fiabe de “I Tre Porcellini”, dal gruppo di Vallecorsa, “Pinocchio”, da noi, il gruppo di Acuto, e “Biancaneve”, dal gruppo dei Polacchi.
L’esibizione, insieme alla sfilata del giorno prima con i costumi usati nello spettacolo, è riuscita a divertire e conquistare tutti. Al termine di questo i Polacchi, sempre molto gentili, ci hanno regalato un gioco con le diverse attrazioni di Boleslawiec, come il viadotto ferroviario sul fiume Bobr, le case tradizionali polacche, il municipio, la chiesa di S. Maria Assunta e San Nicola e tante altre, e tazzette in memoria di questo progetto.
Lavorando insieme in questo progetto si sono create meravigliose amicizie, che speriamo non vadano a deteriorarsi con la distanza, abbattendo così le barriere linguistiche e culturali e abbracciando il vero spirito di squadra e del senso di appartenenza alla Comunità Europea. Insomma un’esperienza utile alla crescita, al rispetto degli altri, all’apertura e all’apprezzamento di ciò che è diverso.

Ecco i commenti pareri dei miei compagni di squadra:
«Questo progetto è stato molto utile dal punto di vista linguistico e culturale, in quanto mi ha permesso non solo di utilizzare (anche se in modo limitato) la lingua inglese per conoscere delle persone meravigliose, quali i polacchi, ma anche di entrare in contatto con una cultura nuova e molto diversa da quella italiana. Adattarsi e soprattutto assorbire usanze, costumi, cibi, abitudini, modi di fare e di vedere le cose mi ha permesso di capire che non solo è importante trasmettere la propria cultura, ma è altrettanto bello immedesimarsi in quella altrui. Sono rimasta particolarmente colpita dalla cortesia e dall'accoglienza di tutti i ragazzi che abbiamo conosciuto e dall'organizzazione impeccabile dei loro professori. Inoltre tra di loro, ho notato un grande affiatamento durante il lavoro, a partire dalla scenografia fino ad arrivare alla recitazione. Il loro spirito mi ha spinto ancora di più a voler conoscere e a voler contribuire al meglio al programma prestabilito. Spero di esserne stata in grado. È stata un'esperienza veramente fantastica, anche se impegnativa. Si era creata un'atmosfera così amichevole e familiare in particolare fra i nostri gruppi che ci ha fatto legare e affezionare gli uni agli altri. Spero che progetti come questo, non vadano a morire, ma che con il passare degli anni crescano, affinché noi giovani possiamo crescere anche dal punto di vista pratico e non solo teorico. A mio parere, non si cresce solo sui libri, ma il vissuto e le esperienze ci aiutano molto. Porterò sempre il ricordo di questa avventura (tra l'altro super divertente) nel mio cuore e spero di rivivere un'esperienza così, perché ne sono stata veramente felice e onorata». (Francesca Meloni)
«L’esperienza fatta è stata molto interessante sia dal punto di vista culturale che linguistico. Le giornate passavano in fretta, anche se faceva molto freddo. I polacchi erano simpaticissimi non c’è voluto molto prima che facessimo amicizia e poi le divertentissime zingarate....Mi è dispiaciuto tornare, ma tutto quel che abbiamo fatto è stato bellissimo». ( Nazareno Serafini)

«Per me quest’ esperienza è stata bellissima sotto tanti punti di vista! Prima di tutto hanno dato l'opportunità con questo progetto "ERASMUS +" a ragazzi semplici come noi, di uscire da quello che è il contesto "Paesano', facendoci conoscere un popolo e una nazione diversa dalla nostra su usi, costumi, cibo, e tradizioni. Non dimentichiamo che in un momento di crisi economica usufruire di un progetto totalmente gratuito per le famiglie sicuramente è un opportunità importante. Posso concludere dicendo che per me è stata un’ esperienza positiva per l'amicizia che ho stretto con i ragazzi di Vallecorsa e i ragazzi Polacchi. Da subito si è instaurata una simpatia con tutti. Abbiamo trascorso una settimana impegnativa, divertente, piena di entusiasmo e collaborazione! Insomma, è stato un progetto che ha raggiunto lo scopo finale, cioè quello di realizzare in simbiosi con ragazzi di etnie diverse uno spettacolo "UNICO" in tutti i sensi!» (Giuseppe Meloni)

«I Polacchi sono stati veramente ospitali e divertenti, ci hanno trattato benissimo ed è stato pure facile affezionarcisi a loro perché non sono mai stati antipatici o altezzosi...è stato un po’ difficile comunicare perché comunque non siamo esperti in inglese come non lo sono loro però con un po’ d'inventiva ce l'abbiamo fatta. Io ci ritornerei volentieri perché sono stata benissimo aldilà del cibo che è completamente diverso dal nostro perché hanno abitudini diverse o per via del clima rigido, perché alla fine la cosa importante è lo stare bene in compagnia e fare nuove amicizie e penso che fosse proprio quello lo scopo»
(Federica Filippi)

«Posso dire solo che è stata una delle esperienze più belle della mia vita, ho conosciuto meglio i ragazzi che accompagnavo con cui mi sono letteralmente ammazzato dalle risate, ne ho conosciuti di nuovi, tante bellissime persone. Credo che al di la della performance, più o meno perfetta, al di la delle difficoltà incontrate, abbiamo centrato in pieno quello che era l'obiettivo del progetto stesso: essere capaci, grazie alle nostre "diversità" di diventare una cosa sola, un solo gruppo, non più divisi dalla nazionalità, ne dalla lingua. Ci siamo impegnati e siamo stati ripagati dall'affetto e dalla gentilezza di persone che ci hanno trattato come fratelli. È stata una cosa veramente grande, la mia prima esperienza da accompagnatore, mi sono solo lasciato andare, dando fiducia a ragazzi seri e responsabili che non mi hanno mai fatto rimpiangere, né con ritardi, né con comportamenti maleducati, tutte le uscite che abbiamo fatto insieme». (Damiano Petrucci).

Concludo ringraziando, insieme a Chiara Sabene, Lorenzo Meloni, Giuseppe Meloni, Alberto Pomponi, Claudio Perinelli, Valerio Petrucci, Federica Filippi, Francesca Meloni e Nazareno Serafini, il Sindaco Augusto Agostini, l’Amministrazione comunale, il Consigliere delegato Sara Cola e tutti coloro che ci hanno permesso di fare quest’esperienza, le famiglie che hanno supportato i propri figli, e, ultimo ma non meno importante, il nostro capogruppo Damiano Petrucci, che ci ha accompagnato in questo viaggio, aiutato nella preparazione dello spettacolo e fatto divertire moltissimo.

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