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Anagni, chiusura ospedale: il Comitato ricorre di nuovo in appello al Consiglio di Stato

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altANAGNI - Il comitato Salviamo l'ospedale torna all'attacco e attraverso il legale rappresentante l'avvocato Simone Dal Pozzo, annuncia di aver presentato ricorso in appello presso il Consiglio di Stato, contro il deliberato ultimo del TAR del Lazio, che di fatto legittima i decreti Polverini che hanno chiuso il nosocomio della città dei Papi.
"In data 18 agosto 2014 è stato iscritto al ruolo generale il ricorso in appello per la riforma della sentenza n. 1426/2014 del TAR Lazio. Il ricorso è il numero 7089/2014.
L'appello -si legge nella nota del comitato -  è stato curato dallo studio Dal Pozzo di Guardiagrele (CH).
Nell'atto si evidenzia che il sig. Compagno Alessandro  ha agito anche quale legale rappresentante dell'associazione "Diritto alla Salute ONLUS" e che, comunque, i singoli cittadini sono legittimati ad azionare un ricorso contro atti che incidono negativamente sul fondamentale diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione.

In merito alla tardività rilevata dal TAR, nell'appello si evidenzia che il carattere generale del Programma Operativo lo rendeva non autonomamente lesivo degli interessi dei ricorrenti; essi, invece, hanno agito nei termini contro il decreto che stabiliva la data di chiusura del presidio di Anagni e, quindi, costituiva il primo atto concretamente impugnabile.
Nel condividere l'osservazione del TAR secondo la quale le delibere della ASL di chiusura dei vari reparti (impugnate con tre atti per motivi aggiunti) sono state impugnate nei termini, anche in merito ad esse si è sottolineata la piena legittimazione dei ricorrenti.
Poichè il TAR non ha affatto esaminato i motivi di ricorso poichè si è limitato a rigettarlo sulla base delle sole eccezioni preliminari (legittimazione e tardività), abbiamo riproposto nell'appello tutti i temi che avevamo sollevato: carenza di potere del Commissario ad acta, insufficiente o carente istruttoria richiamando, su questo punto, quanto il CdS aveva detto nella ordinanza dell'agosto 2011.

Il Consiglio di Stato -si legge ancora - dovrà fissare l'udienza di discussione del ricorso, ma questo non avverrà in tempi brevi.
Va detto che l'avvenuta esecuzione degli atti impugnati (e, cioè, la chiusura del presidio), hanno impedito la istanza di sospensione della sentenza e, quindi, non vi è stata e non vi sarà una udienza in camera di consiglio per decidere sul punto".


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