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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Coordinamento Acqua Pubblica: «Una battaglia giusta»

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Sample ImageACUTO – Il Coordinamento per l’Acqua Pubblica di Frosinone, attraverso un comunicato stampa, ha voluto ribadire la giustezza della battaglia che sta conducendo nei confronti di Acea Ato5 e ha voluto sottolineare la sua indipendenza dalla politica e dai partititi politici sia di destra che di sinistra. Nel nota del Coordinamento si legge:  «Siamo stanchi che sulla questione dell’acqua un giorno si ed un giorno pure si pronuncino personaggi più o meno noti, magari proprio in cerca di notorietà – probabilmente elettorale -, sproloquiando con la loro “dotta” ignoranza sulla materia.

Siamo stanchi perché il malaffare, e cioè l’intreccio che lega in un patto scellerato affari, politica e istituzioni – nessuna esclusa! – che domina tutta la vicenda del Servizio Idrico Integrato, si traduce in un drammatico peggioramento delle stesse condizioni di vita dei cittadini, paragonabile solo all’entità astronomica delle bollette che quegli stessi cittadini dovrebbero pagare.

Fanno in particolare amaramente riflettere, e questo al di là del legittimo disgusto, le prese di posizione di chi, facendosi difensore per procura del gestore, stravolge regole, leggi e lo stesso buonsenso, pur nominalmente essendosi autoproclamato difensore degli interessi degli utenti, e pur essendo assurto a questo titolo ad “importanti incarichi” per volere del primo responsabile di questa situazione, il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, avvocato Scalia (e non certo per volere dei consumatori).

Come Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica, coordinamento di semplici cittadini autorganizzati e senza padrini né politici, né istituzionali e né affaristici, dobbiamo solo ribadire come:

- presentare reclamo contro fatture che non corrispondono all’effettivo servizio reso e che sono palesemente ed in maniera conclamata frutto di reiterate violazioni delle leggi della Repubblica Italiana, non è solo legittimo, ma, per ogni cittadino onesto, doveroso.

- il reclamo non è una “furbizia” ma è lo strumento legale che i cittadini hanno per fare valere i loro legittimi diritti;

- la presentazione del reclamo non necessita né della firma di un legale, né tanto meno della firma di un’associazione di utenti. Comunque il Coordinamento mette, in caso di necessità, a disposizione degli utenti il proprio pool di avvocati.

- presentato il reclamo è il gestore, cioè ACEA ATO 5 SpA che deve dare esauriente e specifica risposta a tutti i rilievi contenuti nel reclamo stesso. Fino a quel momento il cittadino non deve fare nulla, quindi non deve pagare la bolletta;

- dato che, contrariamente a quanto smentito da ACEA, il Gestore non ha ritirato diverse raccomandate respingendole (ovviamente abbiamo le prove documentali) questo fatto non potrà che penalizzare ACEA stessa in quanto la raccomandata rifiutata è data per consegnata e, quindi, chi si è visto restituire dalle Poste Italiane S.p.A. il proprio reclamo deve semplicemente conservare la ricevuta della trasmissione effettuata ed il plico restituito intatto.

Infine non ci resta che da rilevare come, essendo state, le illegalità nella determinazione della tariffa, rilevate sia dal Garante Regionale e sia dal Comitato di Vigilanza sull’Uso delle Risorse Idriche presso il Ministero dell’Ambiente, e come la fattispecie dell’illegalità contestata sia stata oggetto di una recente Sentenza del Consiglio di Stato, chi ancora oggi cincischia e farnetica di verifiche e rischi di morosità è né più e né meno complice dell’illegalità e del malaffare.»

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Dicembre 2008 11:18

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