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Tivoli, assolti autori delle scritte antifasciste sul «mausoleo Graziani» ad Affile: il fatto non sussiste

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TIVOLI - Sono stati prosciolti perché «il fatto non sussiste» i tre giovani di 22, 26 e 29 anni denunciati per aver imbrattato il mausoleo dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani ad Affile. Questa la formula con cui il Tribunale di Tivoli ha assolto i giovani antifascisti che avevano contestato la realizzazione del monumento al gerarca fascista Rodolfo Graziani scrivendo su una parete esterna del monumento una scritta spray a caratteri cubitali: «Chiamate eroe un assassino», «No al fascismo, libertà; Vile onore e patria assassina; Né spazio, né luoghi per un massacratore; Per i tuoi massacri compiuti, un monumento per le tue vittime». Una sentenza che conferma l’impressione, espressa a caldo già all'epoca dei fatti, di inadeguatezza nell’atteggiamento delle forze dell’ordine locali: anziché agire sulla base del codice penale applicando quanto previsto dalla Legge Mancino a carico degli amministratori locali, gli investigatori puntarono l’attenzione esclusivamente sulle manifestazioni di protesta degli antifascisti. Non solo con il rinvio a giudizio per le scritte comparse sul sacrario, ma anche schierando una ingente quanto inutile schieramento di forze contro una manifestazione di protesta assai partecipata, ma assolutamente pacifica.

La magistratura sembra fortunatamente voler riportare la questione entro le previsioni del dettato costituzionale, ritenendo evidentemente più gravi le iniziative apologetiche del fascismo ancorché messe in atto (o meglio: proprio in quanto messe in atto) da rappresentanti delle istituzioni locali.
Proprio un anno fa, il 23 aprile 2013, la Procura di Tivoli aveva infatti iscritto nel registro degli indagati il sindaco di Affile, Ercole Viri, e i due ex assessori Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni denunciati nel settembre 2012 per apologia di fascismo dall'Anpi per la realizzazione del sacrario, finanziato con 180 mila euro di fondi regionali. La denuncia iniziale era anche a carico dell’ex-presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.
L’erogazione di quei fondi fu poi bloccata dal nuovo presidente, Nicola Zingaretti.
«Siamo molto soddisfatti - ha commentato Ernesto Nassi, presidente dell'Anpi di Roma - Proseguiamo la nostra battaglia, assieme alla comunità etiope, all'associazione Martiri delle Pratarelle ed al comitato antifascista di Affile fino a che non vedremo abbattere questa vergogna».

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