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Rifiuti tossici in Ciociaria, la Procura della Repubblica di Frosinone indaga dopo le rivelazioni del pentito Schiavone

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altROMA - La preoccupazione è forte anche per la Ciociaria.

Dopo le parole del pentito Carmine Schiavone, (in foto) ex boss dei Casalesi, che in un'intervista esclusiva a Sky Tg24 di qualche giorno fa ha ricostruito l'attività della camorra nel casertano e nel basso Lazio negli anni '90, si muove la Procura della Repubblica di Frosinone.

Sotto la lente dei magistrati ci sarebbero le affermazioni del boss circa la possibilità che sul territorio ciociaro possano essere stati smaltiti e interrati rifiuti tossici pericolosi, che i Casalesi hanno "importato" dal Nord Italia e dall'estero. Una realtà agghiacciante che dunque avrebbe coinvolto non solo il casertano e il napoletano, come afferma lo stesso Schiavone nell'intervista, ma anche la Ciociaria.

Che il frusinate sia terra di conquista della malavita organizzata è percepibile da numerose inchieste, e processi di mafia e camorra, degli ultimi anni. Che possa essere stato coinvolto anche nello smaltimento di rifiuti da parte della criminalità organizzata, con effetti negativi sullo stato di salute dell'ambiente e quindi dei cittadini, sarebbe un'ennesimo schiaffo e un'altra insopportabile umiliazione.

Sul tema anche il Senato della Repubblica si è mosso in questi giorni, con una interrogazione firmata dalla senatarice Capacchione e, ieri, controfirmata dal senatore ed ex Presidente della provincia di Frosinone, Scalia il quale in una nota ha anche spiegato:

Presentata ieri in Senato un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia in merito alla presenza di rifiuti tossici interrati, di cui hanno dato notizia diversi pentiti di camorra dal 1992 ad oggi. Nell'interrogazione si chiede di conoscere se l'opera di monitoraggio delle aree inquinate è stata ultimata e, se esistono precisi piani di bonifica.

" Dal 1992- si legge nel testo dell’interrogazione - numerose dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia indicano i luoghi destinati all'interramento illecito di rifiuti, così come altri siti sono stati individuati nell'ambito di autonome indagini di polizia giudiziaria.

Con questa interrogazione si chiede di conoscere se risulta ultimata l'opera di monitoraggio delle aree inquinate; se è stato predisposto un adeguato programma di bonifica; se sono state attivate tutte le procedure per cinturare i fondi agricoli inquinati e trasformati in zone 'no food'; e se risultano intraprese e portate a termine tutte le verifiche e i riscontri di quanto dichiarato di quei collaboratori di giustizia che hanno partecipato a vario titolo al traffico di rifiuti tossici e nocivi; se risulta l'esistenza di altri verbali secretati, dai quali sia possibile venire a conoscenza di altri siti trasformati in discariche illegali''.

“A seguito delle dichiarazioni dell’ex boss dei Casalesi, Carmine Schiavone – ha detto Scalia – anche la Procura di Frosinone ha avviato un’indagine.  Dichiarazioni pesanti che lasciano poco spazio alle interpretazioni e su cui è necessario fare chiarezza”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Settembre 2013 12:38

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