SERRONE - Con una singolare telefonata nel corso di una riunione di Giunta (convocata proprio per discutere una seconda lettera di minacce indirizzata al sindaco di Serrone Maurizio Proietto) il sedicente autore delle due missive minatorie avrebbe cercato una improbabile ricomposizione bonaria della vicenda. Come nella prima, anche nella seconda lettera c’era scritto: “Ti ricordo che se Coratti (titolare della società Tac Ecologica) continuerà a lavorare dopo novembre ti spezziamo le gambe”.
Ha tutta l'aria di essere questo il penultimo atto della inquietante e anomala serie di atti di intimidazione legati alla gestione del servizio dei rifiuti, affidato (per il momento fino a novembre) alla società Tac Ecologica, dopo che il Consiglio Comunale aveva deciso di uscire dal Consorzio Gaia a partire dal mese di agosto.A suggerire al (momentaneamente) anonimo minacciatore di telefonare, infatti, sarebbe stata la paura legata al grande clamore assunto dall'intera vicenda e in particolare dalle indagini avviate dai carabinieri di Piglio. L'ulteriore traccia messa a disposizione degli inquirenti con il contatto telefonico potrebbe rivelarsi un elemento decisivo per la conclusione delle indagini.
Comunque vadano le cose, l'ingenuità dimostrate dall'autore delle minacce e il maldestro tentativo di "ricucire" un rapporto epistolare fuori dalle righe sembra ricondurre l'intera vicenda a una matrice locale, il che in qualche modo contribuisce a sciogliere almeno in parte la tensione suscitata dalle due missive minatorie, estranee al clima sociale e politico della Ciociaria.
Sembra infatti ormai definitivamente tramontata l'ipotesi investigativa che vedeva nelle lettere minatorie una manifestazione dell'espandersi di fenomeni malavitosi ben affermati, in particolare nel settore dei rifiuti, in regioni limitrofe.
Si può dunque tirare un sospiro di sollievo e attendere gli ulteriori sviluppi di questa (comunque inquietante) vicenda in modo relativamente più sereno.
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